• Articolo , 1 luglio 2010
  • Fera: il termodinamico ha le potenzialità, ma serve una spinta

  • Il solare termodinamico ha grandi potenzialità e notevoli vantaggi, primo tra tutti la possibilità di accumulare e stoccare l’energia prodotta. Queste le parole del Presidente dell’Associazione in Senato

(Rinnovabili.it) – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle problematiche relative alle fonti di energia alternative e rinnovabili è stata ascoltata ieri in Senato l’ “Anest”:http://www.anest-italia.it/, _Associazione nazionale energia solare termodinamica_.
In occasione della XIII Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali il presidente dell’Associazione, l’Ing. Cesare Fera, ha illustrato i vantaggi dell’adottare tale tecnologia per la produzione elttrica, primo tra tutti la possibilità di accumulare e poi stoccare l’energia generata dal solare termodinamico rendendo possibile la modulazione della trasmissione e superando così il problema dei picchi di offerta e di domanda.
Sottolineando come attualmente nel nostro paese la produzione di componenti per la realizzazione di impianti termodinamici sia particolarmente attiva, Fera ha ribadito: “L’obiettivo che l’Italia dovrebbe porsi è quello di avere una verticalizzazione della filiera, che parta dalla produzione di componenti e cresca realizzando impianti nel territorio, attraverso i quali abbattere i costi e potersi presentare sul mercato estero con una buona tecnologia testata sul campo a costi competitivi”.
Le richieste dell’Anest partono dalla necessità di sostegno del settore da parte delle istituzioni anche mediante l’estensione degli incentivi al 2015 agli impianti ibridi, ossia basati sulla generazione energetica da diverse fonti rinnovabili permettendo, in questo modo, di completare numerose istallazioni. Le richieste hanno anche affrontato le necessità di un supporto affinché la tecnologia _made in Italy_ possa essere conosciuta e pubblicizzata anche fuori dal paese: “Se queste condizioni si realizzeranno – ha aggiunto Fera – entro i prossimi 10 anni l’Italia potrebbe raggiungere una potenza installata tra i 3.000 e i 5.000 MW. Considerando che le ore equivalente del termodinamico sono più o meno doppie rispetto al fotovoltaico, questa tecnologia potrà dare un contributo sostanziale e forse determinante al raggiungimento dell’obiettivo indicato dall’Unione Europea del 17% di energia nazionale prodotta da fonti rinnovabili. In aggiunta, se l’Italia saprà sviluppare la sua filiera produttiva, cosa di cui ad oggi ci sono tutte le condizioni, il solare termodinamico porterà nel nostro Paese nuova occupazione compresa tra 30.000 e 50.000 unità. Nella corsa mondiale verso questa tecnologia, l’Italia può arrivare ai primi posti nello sviluppo della filiera industriale: il solare termodinamico – ha concluso – può essere per noi l’opportunità che i francesi hanno colto nel nucleare e tedeschi e danesi nell’eolico”.