• Articolo , 3 maggio 2011
  • Fermare la perdita di biodiversità: l’Ue ci prova con una nuova strategia

  • Migliorare e ripristinare gli ecosistemi e i servizi ecosistemici laddove possibile aumentando l’uso delle infrastrutture verdi. Queste e altre azioni sono la strada disegnata da Bruxelles per migliorare la tutela di un mondo messo a dura prova

(Rinnovabili.it) – “Noi esseri umani, oltre ad essere parte integrante della biodiversità, dipendiamo da essa per procurarci cibo, acqua e aria pulite, e un clima stabile. È il nostro capitale naturale, che stiamo spendendo troppo in fretta”. Le parole sono quelle del commissario europeo responsabile per l’ambiente Janez Potočnik a commento della “nuova strategia”:http://ec.europa.eu/environment/nature/biodiversity/comm2006/2020.htm per proteggere e migliorare lo stato della biodiversità nell’Unione nei prossimi dieci anni.

Con l’obiettivo di allentare la pressione che fattori quali cambiamenti nell’utilizzo del territorio, inquinamento, sfruttamento eccessivo delle risorse, diffusione incontrollata di specie non autoctone e cambiamenti climatici, esercitano sulla natura e sui servizi eco sistemici, la Commissione ha oggi presentato sei nuovi obiettivi prioritari e azioni d’accompagnamento per ridurre in modo sostanziale le minacce che incombono sulla biodiversità quali:
*piena attuazione della normativa vigente in materia di protezione della natura e della rete di riserve naturali, onde apportare ingenti migliorie allo stato di conservazione di habitat e specie;
*migliorare e ripristinare gli ecosistemi e i servizi ecosistemici laddove possibile, in particolare aumentando l’uso delle infrastrutture verdi;
*garantire la sostenibilità delle attività agricole e forestali;
*salvaguardare e proteggere gli stock ittici dell’UE;
*contenere le specie invasive, sempre più spesso causa della perdita di biodiversità nell’UE;
*aumentare il contributo dell’UE all’azione concertata internazionale per scongiurare la perdita di biodiversità.

“Dovremmo tutti riconoscere la gravità della situazione – ha spiegato Potočnik – e l’incapacità finora dimostrata di risolvere il problema. È giunto il momento di impegnarsi molto più a fondo. Sono certo che questo nuovo approccio multisettoriale ci metterà sulla giusta strada per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020.” E non solo. Parte integrante della strategia Europa 2020, il piano non potrà fare a meno di contribuire al raggiungimento dei target europei fissati in fatto di efficienza delle risorse, garantendo una gestione sostenibile del proprio capitale naturale, e di quelli in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento.