• Articolo , 8 settembre 2011
  • Festival dell’acqua a Genova

  • La kermesse, dedicata alle risorse idriche, promossa da Federutility ha un cartellone ricco di incontri e convegni con la partecipazione di ospiti nazionali e internazionali, che discuteranno del presente e del futuro dell’”oro blu”. Durante il Festival Durante la kermesse sono state distribuite le “borracce del bronzino”, per sensibilizzare i cittadini al consumo dell’acqua pubblica […]

La kermesse, dedicata alle risorse idriche, promossa da Federutility ha un cartellone ricco di incontri e convegni con la partecipazione di ospiti nazionali e internazionali, che discuteranno del presente e del futuro dell'”oro blu”. Durante il Festival Durante la kermesse sono state distribuite le “borracce del bronzino”, per sensibilizzare i cittadini al consumo dell’acqua pubblica al posto delle bottigliette di plastica abitualmente in commercio.
Particolarmente significativa la firma, nel corso del convegno “Fame d’Acqua, Sete di Giustizia”, la Dichiarazione di intenti tra Federutility e Focsiv in materia di acqua potabile per i Paesi in Via di Sviluppo. Il documento, firmato dal presidente di Federutility Roberto Bazzano e dal presidente di Focsiv (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato) Giancarlo Cattai, vuole sottolineare l’urgenza di misure concrete per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite e impegna le associazioni nel monitoraggio di tutti i progetti già realizzati e in corso d’opera nel Sud del mondo. Come ha spiegato Javier Solana, già Alto Rappresentante della Unione Europea per la Politica Estera, il problema dell’accesso all’acqua nei Paesi in via di Sviluppo riguarda 3 miliardi di persone ed e’ destinato a crescere se non si interviene con urgenza. I cambiamenti climatici in corso, la desertificazione di aree solo ieri produttive e la crescita della popolazione mondiale – sottolinea Solana – impongono azioni urgenti e soprattutto coordinate. La soluzione possibile sta nella cooperazione: cooperazione tra stati e enti, in collaborazione con soggetti che possiedono il necessario known how. Secondo Gaia Checcucci, vice presidente di Federutility, occorre sollecitare la classe politica a destinare l’1% delle bollette italiane ad interventi sui servizi idrici ed igienici nei Paesi poveri. Altro momento molto rilevante la possibile cooperazione tra israeliani e palestinesi dibattuta nell’ambito del Convegno “Acqua e Pace in Medio Oriente”. Chiamati a trovare nuove soluzioni su un tema strategico come l’acqua, i rappresentanti israeliani e palestinesi non hanno mancato di avanzare proposte. “Non dobbiamo sprecare forze nel conflitto – ha dichiarato Shaddad Attili, Ministro delle Risorse Idriche dell’Autorità Nazionale Palestinese – ma creare nuovi progetti di sviluppo sul tema dell’acqua pensando alle prossime generazioni. I palestinesi vogliono un rapporto di fratellanza con lo Stato di Israele, ma il problema dell’acqua rimane fondamentale”. Secondo Lironne Bar Sadeh, vice ambasciatore dell’Ambasciata d’Israele in Italia, “Federutility ha investito moltissimo per creare i presupposti di nuove forme di collaborazione – ha sviluppando anche in loco alcuni progetti. Grazie alla tecnologia si possono risolvere molti problemi e ottimizzare l’utilizzo dell’acqua. E l’impegno dell’Italia in questa collaborazione multilaterale è fondamentale”. Altro momento di rilievo del Festival dell’Acqua è stata la “lectio magistralis” del filosofo Giulio Girello.
Nel commentare la partecipazione al Festival, l’assessore Aceto ha dichiarato: “si tratta di una rassegna importante, soprattutto in considerazione dell’approccio, che potremmo definire olistico, al tema acqua. È l’esigenza avvertita anche dalla Provincia di Bn, che sta molto impegnandosi sulla questione. Condivido la critica di fondo, portata dal Movimento per l’acqua bene comune, che ha ricordato la contrarietà di Federutility, organizzatrice dell’evento, al referendum dello scorso giugno. Tuttavia ritengo che se la stessa Federutility sente il bisogno di agire in qualche modo, questo è esattamente il segno della forza dirompente che il referendum ha prodotto, con la strepitosa mobilitazione di massa che l’ha contraddistinto. Anche in questo caso, un Governo in grado di fare soltanto danni, ha avuto l’insulso coraggio di riproporre quel medesimo articolo 23 bis abrogato per via referendaria. Ciò dimostra la necessità di continuare la lotta e dare attuazione alle scelte strategiche che ne derivano. A partire dalla gestione provinciale del ciclo dell’acqua”.