• Articolo , 9 novembre 2009
  • Filiera legno-energia? Finalmente anche made in Italy

  • Si è concluso ad Arezzo il più importante appuntamento del settore delle biomasse e dei biocarburanti. Numerosi i convegni e le novità esposte

Dal 6 all’8 novembre Arezzo ha ospitato la manifestazione Agrienergie – fiera sulla produzione delle energie rinnovabili.
L’evento patrocinato da Regione Toscana, con la collaborazione ARSIA(Associazione Regionale Sviluppo In Agricoltura) Provincia di Arezzo, camera di commercio di Arezzo, centro affari e convegni – Arezzo, Paulownia Italia, società distributrice di una rivista del settore ed organizzatore di eventi.
Alla manifestazione hanno preso parte numerosi attori della filiera delle biomasse e tra questi oltre ai produttori di macchinari e strutture per il settore, anche alcune Regioni, quali Toscana, Marche, Puglia, Campania, Sicilia, il CRA(Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura) e nello specifico, l’unità di ricerca per l’ingegneria agraria, e alcuni rappresentanti del settore editoriale (Ed agricole, Sherwood, Pawlownia Italia che distribuisce la rivista The bioenergy Italia international) e società di settore per esempio AIEL(Associazione Italiana Energie Agroforestali) la quale pubblica la rivista Agriforenergy e Legambiente.
All’interno della manifestazione si è svolto anche legno energia centro Italia che ha interessato le tematiche della valorizzazione energetica del legno, la meccanizzazione agro forestale, e la gestione di boschi e delle piantagioni di specie a rapido accrescimento.
Oltre alla parte espositiva interna dove sono stati localizzati gli stend dei vari operatori, esternamente è stato possibile visionare grazie alla guida dei tecnici del CRA numerosi macchinari per la raccolta delle colture energetiche.
Tra queste macchine per la logistica delle colture energetiche, quali la raccolta del cardo, scientificamente Cynara cardunculus, del sorgo da fibra, la lavorazione del terreno nel caso di colture a rapido accrescimento (pioppo), raccolta taglio e cippatura in un unico passaggio sempre nel caso del pioppo.
La visita ha riguardato anche caldaie a legna, a fiamma forzata o tiraggio forzato, o a pellet sia per uso domestico che per uso aziendale.
Positivo è stato il riscontro da parte dei visitatori che hanno affollato in particolare le sale forum e convegni sedi di manifestazioni a carattere divulgativo e di presentazione di progetti legati al settore delle agroenergie in alcune Regioni italiane, nonché le norme e gli incentivi del settore, la gestione e la commercializzazione dei combustibili legnosi, la presentazione della piattaforma nazionale biofuel, le energie rinnovabili e la sostenibilità, ecc.
Convegno di sicuro interesse ha visto la presentazione del programma PROBIO: “risultati dei progetti interregionali per lo sviluppo delle agrienergie”, promosso da Arsia Toscana in collaborazione con il Ministero per le politiche agricole e forestali.
Le risorse sono state individuate nel caso della Toscana nel legno, essendo la Regione con la maggiore superficie forestale – oltre un milione di ettari -, ma senza trascurare gli scarti delle colture, potature o sottoprodotti, e le colture dedicate.
Al convegno hanno preso parte Gian Franco Nocentini dell’Arsia Toscana che ha presentato il progetto woodland energy, Fabrizo Viola tecnico della Regione Sicilia che ha parlato della certificazione delle filiere bioenergetiche, e ciò che è stato fatto in Sicilia, il Dott. Stefanò tecnico della Regione Puglia che ha illustrato la banca dati biomasse, la Dott.ssa Matilde Mazzaccara in rappresentanza della Regione Campania, il Dott Gabriele Boccasile della Regione Lombardia che ha illustrato il progetto interregionale bio gas, infine è stata coinvolta anche un’istituzione estera, l’European center of renewable energy Austriaca, nella persona del Dott. Christian Keglovits che si è soffermato sul caso del territorio della cittadina di Gussing.
Da citare il progetto woodland energy “la filiera Legno-Energia come strumento di valorizzazione delle biomasse legnose d’origine agricola e forestale nelle regioni italiane” che ha visto come capofila la Regione Toscana al quale hanno preso parte anche Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sicilia e Umbria.
Esso prevede la realizzazione di modelli legno energia, nonché l’attuazione di dimostrazioni nelle singole Regioni e l’illustrazione di sistemi di raccolta e gestione delle biomasse legnose agroforestali per scopi energetici.
Tale progetto prevede l’utilizzo di biomasse legnose forestali, agricoli, per esempio potature, e colture dedicate.
Numerosi sono stati i cantieri dimostrativi realizzati: raccolta di short rotation forestry di pioppo, di S. Piero in Grado (PI), raccolta per la potatura della vite al fine di produrre energia, Montecarotto (AN), raccolta di potatura dell’olivo, S Giovanni Profiamma (Foligno) e Spello, e numerose altre.

Tra i convegni ricordiamo: “Strategie per lo sviluppo delle filiere agroenergetiche in Italia – uso del suolo e criteri di sostenibilità” promosso da Legambiente.
All’incontro hanno preso parte: Giampiero Venturi, presidente piattaforma biofuel Italia, che ha parlato dei biocombustibili liquidi, Marino Berton Presidente AIEL CIA, (biocombustibili solidi), Sergio Piccinini centro ricerche produzioni animali, (biogas biometano), Luca D’apote, Fattorie del sole Coldiretti, (incentivi a filiera corta), Nazzareno Belleggia, consorzio nazionale cooperative forestali A.V.E, (esperienza di gestione sostenibile del bosco).
La manifestazione è stata anche l’occasione per presentare i risultati di numerosi progetti a carattere regionale ed interregionale.
Tra questi citiamo: “il progetto bacini agroenergetici: stima della potenzialità produttiva delle agrienergie in Toscana.”; “esperienza della Regione Marche relativamente ai modelli di filiera agroenergetica”; “gestione e commercializzazione dei biocombustibili legnosi: esperienze e prospettive dei contratti di filiera- progetto Biomass Trade Centres.”; “risultati del progetto S.I.En.A: l’esperienza della filiera pilota del biodiesel realizzata nel territorio senese”; filiere agroenergetiche in Sicilia: progetto FI.Sic.A, FIliera Siciliana per l’Agroenergia; presentazione di progetti realizzati da cooperative aderenti a LegaCoop agroalimentare Toscana per la valorizzazione delle agrienergie da e per l’agricoltura.
La manifestazione ha anche previsto visite guidate presso impianti alimentati con energie rinnovabili, che gravitano nel territorio toscano, nelle Provincie di Grosseto, l’impianto a biogas dell’azienda agricola Le Rogaie – Loc. Barbaruta (GR), l’impianto fotovoltaico azienda il Cicalino, Loc. Stacciano Scalo (GR).
Provincia di Siena l’impianto fotovoltaico dell’azienda agricola Pannocchieschi D’Elci, Loc. Anqua, Radicondoli (SI), l’impianto di teleriscaldamento dell’azienda agricola Scalvaia, Monticano (SI).
Provincia di Arezzo, l’impianto a legno dell’azienda agrituristica Catarsena, Loc. Catarsena, Bibbiena (AR) e l’impianto di teleriscaldamento di Cetica, Loc. Catarsena- Bibbiena (AR).

Dalla manifestazione è emersa l’impossibilità che le agrienergie sostituiscano in toto il petrolio e gli altri combustibili fossili ma di fare sì che esse permettano uno sviluppo integrato del territorio e nel piccolo favoriscano lo sviluppo di filiere agro energetiche – ad esempio il progetto pilota messo in piedi per la coltivazione di girasole nelle campagne senesi, e l’utilizzo del biodiesel ricavato per alimentare i mezzi pubblici e i camion della società di raccolta dei rifiuti della città del palio – senza entrare il conflitto con la mission, il compito primario, che tutti nel mondo richiedono venga svolto dal comparto agricolo, come è giusto che sia, che è quello di produrre alimenti, l’importante che le biomasse e le agrienergie si inseriscano all’interno delle colture food e non le sostituiscano.
Ulteriore aspetto sul quale si è molto dibattuto è stato quello della difficoltà di venire a conoscenza di quale sia la reale superficie forestale del nostro paese e a quanto ammonti la conseguente disponibilità di biomasse agro forestali, dal momento che i dati in tutti i due i casi sono alquanto discordanti.
Inoltre i boschi italiani devono essere tagliati, indipendentemente da quali siano le superfici che essi ricoprono, perché non è possibile che il nostro paese sia il 1° importatore mondiale di legna da ardere con tutti i costi che ne derivano, e a questo scopo un ruolo fondamentale può essere demandato al settore biomasse agro forestali.
Comunque anche la nostra nazione pian piano, sta cercando di adeguarsi ai dettami dell’Unione Europea che prevedono entro il 2020 di ottenere almeno il 20% dell’energia da fonti rinnovabili.
A questo proposito decisamente notevole è l’interesse che anche nelle regioni meridionali si sta muovendo nello sviluppo di progetti di settore, come ha dimostrato la fattiva presenza di Regioni quali, Puglia, Campania e Sicilia che come detto hanno e stanno portando avanti progetti di sicuro interesse.
Tra questi possiamo ricordare nuovamente la già citata elaborazione della banca dati delle biomasse messa in piedi dalla Regione Puglia, o la messa in coltura della Brassica Carenata per la bioraffinazione, ma anche per l’uso del pannello che se ne ricava sia come ammendante che come fertilizzante; di quest’ultimo aspetto si sono occupati sia la Regione Sicilia che il CRA, nello specifico il centro per la ricerca delle colture industriali di Bologna.
Infine elemento che può interessare su scala più piccola tutti e che dimostra l’attenzione che la fiera ha nesso nei confronti degli utilizzatori finali della filiera del legno-energia, i cittadini, è la scelta del sistema giusto per riscaldarsi con il legno, tema sul quale è stato scritto un piccolo opuscolo, presentato in occasione della fiera, e promosso dall’Assessorato all’Agricoltura della provincia di Arezzo.