• Articolo , 9 giugno 2009
  • Finalmente una Sicilia rinnovabile?

  • Ad ascoltare le parole accalorate della dottoressa Rossana Interlandi, dirigente generale dell’assessorato territorio ed Ambiente, che ci accoglie nel suo studio all’interno dell’assessorato a Palermo, non si può fare altro che sperare che il suo sforzo di sviluppare una nuova politica energetica per la Sicilia, basato sullo sfruttamento delle fonti rinnovabili, vada a buon fine. […]

Ad ascoltare le parole accalorate della dottoressa Rossana Interlandi, dirigente generale dell’assessorato territorio ed Ambiente, che ci accoglie nel suo studio all’interno dell’assessorato a Palermo, non si può fare altro che sperare che il suo sforzo di sviluppare una nuova politica energetica per la Sicilia, basato sullo sfruttamento delle fonti rinnovabili, vada a buon fine. Dalle sue parole oltre che appassionate anche pertinenti ed informate sulla materia, traspare infatti la ferma volontà di agire, contro tutto e tutti anche e soprattutto all’interno della Regione stessa, per porre fine a quella sorta di immobilismo che, da oltre quarant’anni anni, paralizza economicamente la Regione più ricca di fondi pubblici ma tra le più povere per infrastrutture e servizi alla cittadinanza. “Io ascolto la gente e perciò so che la gente vuole che le cose siano fatte dalla Regione e in particolare dal mio assessorato che invece da troppo tempo è totalmente fermo sulla materia energia. Io ho fatto riunioni con altri assessorati interessati e ho esposto la mia idea. Adesso sta a loro adeguarsi o meno”. Il piano che prevede di investire 5 miliardi di euro entro il 2013 nello sviluppo delle fonti di energie rinnovabili è ambizioso ma, secondo la dottoressa Interlandi, è già nello stato delle cose”. Tra qualche giorno sarà diramata una circolare a tutti i comuni siciliani dove verranno specificate le direttive autorizzative per gli impianti fotovoltaici sotto il MW di potenza, che come in Puglia non avranno più bisogno di autorizzazione unica, ma solo di una semplice DIA.” Tutti i comuni infatti sono ancora fermi all’immobilismo che ha reso la Sicilia una delle regioni a minor sviluppo di fonti rinnovabili malgrado abbia nel suo territorio le migliori condizioni ambientali e climatiche di tutta la penisola. “Questa situazione è incredibile considerando come – dice la dirigente, occhi intelligenti fissi sull’interlocutore come per scrutare la sua attenzione e il suo grado di comprensione – proprio il presidente della Regione sia il più fervido promotore delle rinnovabili, a partire proprio dagli edifici di pertinenza della amministrazione regionale.” Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Sicilia ha dichiarato, infatti, solo qualche settimana fa, quando ancora la bufera scoppiata a livello politico era ben lontana: ”I principi che guidano il piano energetico regionale che abbiamo approvato sono quelli della salvaguardia dell’ambiente, della convenienza e della sicurezza. Puntiamo, infatti, a produrre energia utilizzando fonti rinnovabili”.
“Mi rivolgo a tutti i siciliani perchè si aprano al fotovoltaico. Il fotovoltaico serve alla famiglia, serve all’artigiano, serve alla piccola azienda, perchè è il mezzo che può ridurre i costi dell’energia per le famiglie e per le imprese. E’ una fonte enorme di ricchezza che Dio ci ha dato e che dobbiamo utilizzare”. “Oggi è diventato facile installare i propri pannelli per produrre energia, quantomeno per illuminare o climatizzare la nostra casa. E questo equivale a un grosso risparmio della spesa delle famiglie e, quindi, a un aumento del reddito per le stesse famiglie”. Insomma una dichiarazione di intenti molto forte ed inequivocabile, che ora però sembra un po’ più difficile da mantenere, considerando lo sconquasso capitato in questi giorni, all’interno della coalizione governativa siciliana. Secondo alcuni il presidente Lombardo sarebbe stato attaccato dai suoi rivali politici, anche per questa sua volontà di fare piazza pulita di speculatori e interessi di parte, che ultimamente hanno visto nel business delle rinnovabili una facile fonte di guadagno.
“Il piano non consentirà più agli speculatori di fare incetta di autorizzazioni per poi rivenderle. Chi otterrà l’autorizzazione dovrà costruire l’impianto e avere anche già acquisita la disponibilità del gestore ad inserire l’energia prodotta nella rete. Questo affinchè non si verifichi più che pale eoliche girino a vuoto, come è già accaduto.” I dati che escono dal Gse sono però li a testimoniare come la Sicilia con i suoi 17 MW di potenza di fotovoltaico installato al 31.12.2008 8 il 4,1 % del totale), sia ben lontana dai 51 della Puglia dai 49 della Lombardia o anche dai 36 della Emilia Romagna, queste ultime due regioni ben più povere per quanto riguarda l’irraggiamento solare che l’assolatissima Sicilia. Ma come dice la dottoressa Interlandi congedandoci e regalandoci finalmente un bel sorriso: “Forse qualcosa sta finalmente cambiando anche nella nostra meravigliosa Sicilia.”