• Articolo , 12 luglio 2010
  • Finalmente varato il terzo Conto Energia

  • La scorsa settimana le Regioni hanno espresso l’intesa tout court sullo schema del decreto legato agli incentivi per la produzione di energia fotovoltaica

Il panorama europeo del fotovoltaico si sta lentamente rimodellando. Per i grandi mercati UE che si sono nel tempo ritagliati ruoli da protagonista è arrivato il momento dei tanto temuti tagli alle tariffe incentivanti: Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Francia e ovviamente Italia avevano quasi all’unisono annunciato una rivisitazione del proprio generoso sistema di feed-in-tariff, certi di poter contare su un settore ormai maturo, nonostante la risposta preoccupata del comparto. Di contro, paesi come la Gran Bretagna o la Grecia sono oggi pronti a sostenere economicamente ed in maniera importante una tecnologia che sta ormai superando la fase pionieristica di applicazione di nicchia per guardare con successo alla competitività di mercato.
Per il Bel Paese il momento definitivo del nuovo Conto Energia è arrivato con la Conferenza Unificata Stato Regioni dello scorso 8 luglio, che mette risolutivamente la parola fine alla lunga attesa del settore italiano. La riunione ha fatto seguito all’esame della bozza a cura dei gruppi tecnici degli enti regionali lo scorso 22 e 24 giugno e alla successiva trasmissione all’Autorità Per l’Energia Elettrica ed il Gas.
Quasi nessuna sorpresa sui contenuti, anticipati nei mesi passati sia dalle associazioni che dal Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Stefano Saglia: il Conto Energia 2011 opera una riduzione degli incentivi più contenuta per i piccoli impianti e maggiormente marcata, invece, per i grandi impianti garantendo la tariffa per 20 anni a partire dall’entrata entra in esercizio dell’impianto. “Il provvedimento – ha spiegato lo stesso dicastero in comunicato stampa – offre largo spazio all’innovazione tecnologica, con particolare attenzione al fotovoltaico a concentrazione, alle installazioni con sistemi di accumulo e a quelle ad alta integrazione architettonica. L’obiettivo è orientare verso una maggiore efficienza complessiva”. Una riduzione che per l’MSE si configura, senza alcun dubbio, come “un vantaggio per il consumatore […] grazie al contenimento degli oneri di sistema, questi non andranno a gravare più sul conto finale della bolletta elettrica”.

Vediamo nel dettaglio cosa riconosce il decreto:

*Classificazione e Fasce di potenza* A partire dal 1° gennaio 2011 le istallazioni saranno classificate in _impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici_ e _altri impianti fotovoltaici,_ eliminando dunque la categorizzazione _Integrati_ e _Parzialmente Integrati_ mentre si aggiunge _impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative_ ad intendere tutte quelle istallazioni con moduli o componenti speciali sviluppati specificatamente per sostituire elementi architettonici. Saranno, inoltre, maggiormente differenziati per fasce di potenza che, dalle precedenti tre, passano ora a sei: tra 1 e 3 kW; tra 3 e 20 kW; tra 20 e 200 kW; tra 200 e 1000 kW; tra 1000 e 5000 kW oltre i 5000 kW.

*Riduzioni* Le nuove tariffe andranno incontro ad un taglio del 6% ogni quadrimestre, a partire dal primo gennaio 2011, arrivando pertanto a fine anno ad un 18% rispetto a oggi, mentre, per gli impianti che entreranno in esercizio nel 2012 e nel 2013, le tariffe saranno decurtate del 6% l’anno. Favorita l’evoluzione tecnologica per gli _integrati con caratteristiche innovative_ che beneficeranno di tariffe incentivanti secondo tre intervalli di potenza (1-20kW; 20-200kW, oltre 200kw) maggiori rispetto alle altre due tipologie e decurtate solo del 2% l’anno nel 2012 e 2013.

*Obiettivi nazionali* Rimane immutato il target della potenza da installare, 8 GW entro il 2020 con un tetto di potenza incentivabile nei prossimi tre anni aumentato a 3 GW dai precedenti 2 GW con la possibilità di usufruire delle tariffe per ulteriori 14 mesi al raggiungimento del target. A ciò si aggiungono 200 MW per gli impianti integrati con caratteristiche innovative e 150 MW per gli impianti a concentrazione.

*Premi* Il documento riporta anche “premi aggiuntivi”: una maggiorazione della tariffa fino al 30% per gli _impianti in regime di scambio sul posto,_ in grado di ridurre di almeno il 10% l’indice di prestazione energetica dell’edificio su cui sono stati realizzati – da dimostrare con certificazione energetica – e del 5% per quelli che sorgono in aree industriali, commerciali o discariche, cave, siti da bonificare o installati in sostituzione di coperture in eternit.