• Articolo , 10 marzo 2011
  • Finozzi a Regioni Alpine:puntiamo su turismo accessibile e sostenibile

  • Rilanciare le politiche di sviluppo sostenibile per la regione alpina, rivendicare il ruolo delle Regioni nella definizione delle politiche alpine, sottolineare l’importanza della collaborazione e del coordinamento fra le Regioni nel quadro della Convenzione delle Alpi e chiedere una rappresentanza permanente al suo interno: sono questi alcuni dei contenuti del documento approvato dalla Conferenza delle […]

Rilanciare le politiche di sviluppo sostenibile per la regione alpina, rivendicare il ruolo delle Regioni nella definizione delle politiche alpine, sottolineare l’importanza della collaborazione e del coordinamento fra le Regioni nel quadro della Convenzione delle Alpi e chiedere una rappresentanza permanente al suo interno: sono questi alcuni dei contenuti del documento approvato dalla Conferenza delle Regioni Alpine, riunita a Brdo pri Kranju, in Slovenia. Per la Regione del Veneto ha partecipato all’incontro l’assessore alla Montagna Marino Finozzi, delegato dal Presidente della Regione Luca Zaia.
Due sono state le proposte avanzate dall’assessore Finozzi. Una, accolta con molto entusiasmo dai colleghi presenti, riguarda l’applicazione delle direttive europee sul turismo sostenibile: “La Conferenza delle Regioni Alpine, proprio in virtù del ruolo di attore principale nelle politiche che riguardano l’arco alpino e i suoi abitanti, in previsione della prossima approvazione delle direttive europee per gli anni 2013/2015 sul turismo accessibile e sostenibile, dovrebbe avere come priorità quella della costituzione di una lobby positiva e propositiva avente come mission l’introduzione di tali direttive nelle zone alpine; una strategia simile permetterebbe all’arco alpino di essere all’avanguardia e di poter competere ad alti livelli soprattutto in ambito turistico. Dobbiamo partire tutti dal presupposto che esiste la necessità di salvaguardare le risorse ambientali e naturali, a tal fine dobbiamo sviluppare modelli di produzione e stili di vita a basso impatto climatico ed energetico, e soprattutto garantendo a tutti, anche alle fasce più penalizzate, l’accesso allo straordinario patrimonio naturale alpino”.
L’assessore veneto ha inoltre posto l’accento su una delle problematiche principali che gli abitanti di tutto l’arco alpino vivono quotidianamente: “Dobbiamo mettere in condizione chi vive in montagna di rimanerci e poter allo stesso tempo non soffrire di quel gap tecnologico e comunicativo che oggi vive nei confronti delle zone di pianura. Per questo che dobbiamo fare in modo che la Comunità Europea investa nella banda larga e doti tutto l’arco alpino di questa tecnologia fondamentale per lo sviluppo dell’intera fascia montana”.
La Convenzione delle Alpi, sottoscritta nel 1991 da otto paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera) e dalla Comunità Europea, nasce con l’obbiettivo di promuovere una politica di sviluppo economico sostenibile e di conservazione delle risorse naturali e culturali delle Alpi.
“La Convenzione – spiega l’assessore Finozzi – risulta ancora poco conosciuta e soprattutto poco utilizzata dagli enti territoriali ai quali sono destinate le sue funzioni. Per questo motivo che le Regioni alpine appartenenti agli stati firmatari intendono rivendicare un proprio ruolo più specifico, attivo e ben distinto da quello dello Stato, al fine di garantire iniziative concrete a difesa del proprio territorio”.
Il cammino della Conferenza delle Regioni Alpine comincia con la prima convocazione del 2009. Partendo dalla consapevolezza che le Regioni sono chiamate a giocare un ruolo essenziale nell’attuazione della Convenzione delle Alpi, i rappresentanti delle 35 regioni interessate hanno quindi sviluppato e potenziato forme di cooperazione interregionale al fine di garantire lo sviluppo dell’intero arco alpino.
In occasione della seconda edizione si è quindi discussa l’importanza di istituire una “Rete delle regioni”, finalizzata ad una collaborazione strutturata e non episodica e soprattutto ad un proficuo scambio di informazioni su attività, progetti e buone pratiche di sviluppo, conservazione e valorizzazione del territorio alpino. Di importanza strategica è risultato il Programma pluriennale che la Convenzione delle Alpi ha approvato per gli anni 2011-2016, che oltre tra gli ambiti di attività vede spiccare il turismo, oltre al mutamento demografico, il cambiamento del clima, la biodiversità e i trasporti e la mobilità.