• Articolo , 19 febbraio 2009
  • Fiper: ancora ostacoli per le biomasse agroforestali

  • Amaro in bocca per la Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili a causa del mancato riconoscimento dell’incentivo in filiera corta sui Certificati Verdi nel Decreto Milleproroghe

Nonostante sia trascorso più anno dall’approvazione della legge finanziaria 2008 (L.244/2007) e dal decreto attuativo collegato (L.222/2007) in cui si prevedevano specifici incentivi per la produzione di energia prodotta dalle biomasse agroforestali in filiera corta, la situazione generale appare congelata. Ultima occasione persa per dare attuazione alla normativa il mancato recepimento di tali incentivi nel Decreto Milleproroghe discusso e approvato al Senato lo scorso 11 febbraio. Così il presidente del Fiper (Federazione Italiana di Produttori di Energia Rinnovabile) Walter Righini commenta questo “nulla di fatto” che sta mettendo a rischio d’irrigidimento gli investimenti del settore: “In questi mesi centinaia di imprenditori ci hanno contattato perché interessati a realizzare piccoli impianti (1 MW) a biogas e teleriscaldamento (co-generazione), impossibilitati di valutare correttamente il business plan e il piano di ammortamento pluriennale perché in attesa del decreto attuativo legato alla Finanziaria 2008 che prevedeva in filiera corta un incentivo sino a 300 Euro/MW in tariffa onnicomprensiva o il coefficiente di 1,8 per la produzione di energia, utilizzando biomassa agro-forestale proveniente da una distanza massima di 70 km. Anche per le nostre aziende già avviate, questa situazione non ci ha permesso di innovare e diversificare ulteriormente il business”.
“Dai 300 Euro/MW – prosegue Righini – si è passati poi alla proposta del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali di 280 Euro/MW. Ma quest’ultima non è stata recepita nel Decreto Mille proroghe. Risultato odierno: dei 300 Euro/MW definiti nella Finanziaria 2008, il sistema produttivo non ha beneficiato di alcun incentivo in filiera corta e danno ancor più grave, si sono sprecati ben 18 mesi per “non” capire come orientare i propri investimenti”.
Per tale motivo la Federazione “denuncia con forza questa grave ed incomprensibile situazione a danno di tutto il comparto delle fonti rinnovabili da parte dei Ministeri competenti e delle forze politiche che si invitano a voler provvedere a risposte concrete e tempestive”.