• Articolo , 15 marzo 2011
  • Flash mob contro il decreto Romani

  • Questa mattina le associazioni di settore e il Popolo delle rinnovabili si sono dati appuntamento a Roma davanti al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere la cancellazione del decreto

Continuano le proteste contro il decreto Romani da parte delle associazioni per le energie rinnovabili. Dopo la grande manifestazione di giovedì 10 Marzo al teatro Quirino di Roma e quella che centinaia di lavoratori e imprenditori del settore rinnovabili hanno tenuto a Padova lunedì 14, le associazioni (tra cui Assosolare, Legambiente e WWF), hanno deciso di presenziare ad una mobilitazione flash organizzata da SOS Rinnovabili, dandosi appuntamento questa mattina davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico.
Proprio oggi, parallelamente alla protesta, avrebbe dovuto svolgersi un tavolo di discussione tra il Ministro Romani ed alcune personalità di Confindustria insieme ad un’unica associazione di rappresentanza delle energie rinnovabili in seguito all’approvazione del decreto sulle rinnovabili.
La discussione prevista all’interno del dicastero (che è stata rinviata all’ultimo momento), ha nuovamente offerto l’occasione alle associazioni del settore rinnovabili di ribadire le ragioni di un dissenso che si prolunga ormai da diversi giorni e che chiede, in definitiva, la riapertura di un confronto sul decreto Romani che possa coinvolgere tutte le categorie interessate.
Secondo Massimo Sapienza – presidente di Assoenergia: – ”Anche questa protesta flash nasce dall’esigenza di salvare un settore fondamentale per il nostro paese – le energie rinnovabili – che il decreto legislativo passato la settimana scorsa, ha sostanzialmente fermato e annientato.
Questo decreto ha tolto il futuro a centocinquantamila lavoratori, ha bloccato tantissime imprese operanti nel settore delle rinnovabili e sparse in tutto il territorio nazionale”.
“Noi – prosegue Sapienza – siamo qui oggi per porre l’accento su questo grave problema. Qualcuno deve riflettere sul fatto che noi, producendo energia, produciamo ricchezza e lavoro”.
Per Edoardo Zanchini,(responsabile energia di Legambiente), – “è grave che il ministro Romani abbia agito da solo sulla decisione che riguarda l’approvazione di questo nuovo decreto. Qui a manifestare ci sono diverse associazioni delle rinnovabili che non sono state sentite rispetto a questa decisione. Romani ha deciso di convocare al suo tavolo per un confronto, l’unico attore nel settore rinnovabili (che poi è la stessa Enel) e Confindustria”.
“Noi crediamo – prosegue Zanchini – che anche la mobilitazione di questi giorni con migliaia di imprese che sono praticamente in ginocchio insieme alle richieste delle tante aziende e associazioni di questo settore meriti attenzione”.