• Articolo , 17 giugno 2010
  • Foggia. Impianto Fenice:incontro questa mattina Nicastro-Mongelli

  • Incontro questa mattina tra l’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro ed il Sindaco di Foggia, Gianni Mongelli. Nell’occasione,Assessore e Sindaco si sono tra l’altro soffermati su alcune dichiarazioni recentemente comparse sulla stampa locale a proposito dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione Puglia per l’impianto Fenice SpA.. Secondo quanto pubblicato da taluni organi di stampa, la […]

Incontro questa mattina tra l’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro ed il Sindaco di Foggia, Gianni Mongelli. Nell’occasione,Assessore e Sindaco si sono tra l’altro soffermati su alcune dichiarazioni recentemente comparse sulla stampa locale a proposito dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione Puglia per l’impianto Fenice SpA..
Secondo quanto pubblicato da taluni organi di stampa, la Regione avrebbe autorizzato, all’esito di un procedimento definito “molto riservato”, “il più grande termovalorizzatore del Sud Italia”, “un impianto di produzione di energia per oltre 50 MW destinato a bruciare rifiuti industriali provenienti da ogni zona in cui sono presenti stabilimenti Fiat” alla Società Fenice sita in Foggia.
La Determina incriminata sarebbe l’Autorizzazione Integrata Ambientale n. 126 del 14 aprile 2010.
Tali voci sono del tutto infondate per varie ragioni che qui si elencano e che emergono chiaramente dalla semplice lettura del provvedimento pubblicato sul BUR Puglia n. 90 del 20 maggio 2010, da pag. 225 a pag. 280, visibile a tutti su internet, sul sito istituzionale della Regione Puglia.
Con la determina in questione si recepiscono le autorizzazioni relative a:
* due caldaie alimentate a gas metano (il combustibile più ecologico a disposizione) che servono unicamente al riscaldamento ed alla produzione di acqua calda per le palazzine dello stabilimento Iveco di Foggia (ossia del tutto simili alle caldaie che ognuno di noi ha in casa);
* attività di stoccaggio dei rifiuti prodotti all’interno dello stabilimento stesso (ovvero i rifiuti prodotti, prima di essere portati presso impianti esterni autorizzati ai fini dello smaltimento, sostano un certo periodo presso piazzole attrezzate e coperte a tal fine).

Tra le due attività autorizzate, è stato ribadito, non vi è alcun collegamento funzionale, né i rifiuti in questione possono o potrebbero in alcun modo essere avviati all’incenerimento presso le caldaie (sarebbe come se ognuno di noi volesse bruciare i propri rifiuti domestici nella caldaia dell’acqua calda).
Il procedimento svolto non è stato affatto “riservato”, ma si è svolto nel pieno rispetto delle norme europee sulla partecipazione ed informazione al pubblico, a seguito dell’istanza presentata dalla Fenice in data 26 dicembre 2006, attraverso regolari pubblicazioni su “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 6 aprile 2007, una prima conferenza dei servizi tenutasi in data 4 luglio 2007, cui hanno partecipato oltre ai rappresentanti della Regione anche quelli della Provincia di Foggia, del Comune di Foggia e dell’Arpa, un sopralluogo in data 21 ottobre 2008, con gli stessi partecipanti, ed una seconda Conferenza dei Servizi in data 29 gennaio 2010, a seguito della quale sia la Provincia di Foggia sia l’ARPA Puglia hanno espresso il proprio parere favorevole
Con la determina in questione, inoltre, non si è autorizzata nessuna nuova attività, ma semplicemente si sono recepite – nello spirito della direttiva europea IPPC (Integrated Pollution Prevention e Control) – precedenti autorizzazioni già in possesso della Fenice SpA, il che ha comportato l’adeguamento di impianti già esistenti alle migliori tecnologie ambientali disponibili in Europa (BAT – Best Available Tecniques).
Il Sindaco e l’Assessore Regionale hanno manifestato perplessità su come si siano potute ingenerare notizie equivoche e talmente lontane dalla realtà poiché non è certamente diffondendo allarmismi ingiustificati che si difendono l’ambiente e la salute. contribuendo alla confusione e alla mancanza di certezze della popolazione. NIcastro e Mongelli hanno quindi manifestato la speranza che sia stata fatta chiarezza in maniera così puntuale da non dover tornare ulteriormente su questo o su altri temi, risultato esclusivo della fantasia e del pressappochismo.