• Articolo , 28 febbraio 2009
  • Fonti rinnovabili: Legambiente premia il Comune di Lecce

  • L’ente di Palazzo Carafa ha conseguito i migliori risultati nel mix di fonti di energia pulita e rinnovabile tra i Comuni italiani con più di 50 mila abitanti. Importante riconoscimento per il Comune di Lecce che ha ricevuto ieri a Roma il premio di Legambiente per le politiche promosse ed attuate sul versante della produzione […]

L’ente di Palazzo Carafa ha conseguito i migliori risultati nel mix di fonti di energia pulita e rinnovabile tra i Comuni italiani con più di 50 mila abitanti. Importante riconoscimento per il Comune di Lecce che ha ricevuto ieri a Roma il premio di Legambiente per le politiche promosse ed attuate sul versante della produzione e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.
L’amministrazione comunale (rappresentata dal consigliere Vittorio Solero) ha ricevuto il riconoscimento nel corso della presentazione del IV Rapporto dei Comuni Rinnovabili di Legambiente, il panorama delle fonti pulite sul territorio nazionale. Premiata l’esperienza messa in atto sul versante del futuro energetico desiderabile, realizzato cioè attraverso un mix di fonti di energia pulita e rinnovabile (come avvenuto per i Comuni di Dobbiaco e Prato). Lecce è il Comune italiano (tra quelli con più di 50 mila abitanti) che evidenzia i migliori risultati, avendo installato impianti solari termici per 4500 mq, fotovoltaici per 6 mw, e 36 mw con l’eolico; impianti complessivamente in grado di soddisfare il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie, realizzati attraverso procedure autorizzative e burocratiche snelle.
“L’amministrazione comunale – evidenzia il consigliere Vittorio Solero – è impegnata nello studio, nella diffusione e nella realizzazione di fonti energetiche rinnovabili, favorendo l’impiego di pannelli fotovoltaici collocati su centri commerciali, scuole, edifici pubblici, distributori di carburante e abitazioni private. Sul versante ambientale e della salute è alta l’attenzione dei cittadini, sempre più allarmati per il crescente tasso epidemiologico e per un preoccupante stato della qualità dell’aria. Quella sull’energia è una battaglia civile, a partire dalla riduzione della movimentazione del carbone e, per l’effetto delle dannose emissioni dei fumi emessi dalla centrale di Cerano, una battaglia tutta da giocarsi anche sul tavolo interistituzione tra Enel, Comune di Brindisi ed altre istituzioni locali brindisine”.