• Articolo , 5 luglio 2010
  • Fonti rinnovabili, riflettori puntati sulla geotermia a bassa entalpia

  • Ancora una volta la Provincia di Taranto intende puntare sulle fonti rinnovabili. Ma a differenza della giornata di studio dello scorso anno, finalizzata in primis ad approfondire una tematica abbastanza nota quale quella del solare fotovoltaico, questa mattina l’intento è stato ancora più ambizioso, cioè quello di esplorare una tematica innovativa e pioneristica quale la […]

Ancora una volta la Provincia di Taranto intende puntare sulle fonti rinnovabili. Ma a differenza della giornata di studio dello scorso anno, finalizzata in primis ad approfondire una tematica abbastanza nota quale quella del solare fotovoltaico, questa mattina l’intento è stato ancora più ambizioso, cioè quello di esplorare una tematica innovativa e pioneristica quale la geotermia a bassa entalpia.
Il rapporto di Legambiente “Comuni Rinnovabili 2010” mostra che nei Comuni di tutta Italia sono decine di migliaia gli impianti a fonti rinnovabili installati negli ultimi anni, utilizzando diverse tecnologie ed applicazioni; si può certamente affermare, quindi, che negli ultimi anni lo scenario è completamente cambiato rispetto al modo tradizionale di guardare all’energia e al rapporto della stessa con il territorio.
Ad ogni modo, l’obiettivo che la comunità scientifica si deve porre, di concerto con le istituzioni pubbliche e gli operatori di settore, è l’attenzione verso nuove strade da intraprendere per rendere più moderno, efficiente e anche sostenibile il sistema energetico. Il tutto deve avvenire utilizzando anche opportunità inedite e la chiara consapevolezza che gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2020 sono assolutamente stringenti e vincolanti.
Ancora, l’insieme delle esperienze condotte in Italia ed in Europa mostra come il modello energetico che si sta delineando è adatto a rispondere maggiormente alle esigenze dei centri urbani, perché avvicina la domanda di energia e la sua produzione più efficiente. Il trend attuale punta a soddisfare i fabbisogni termici attraverso reti di teleriscaldamento, impianti solari termici integrati con pompe di calore, centrali di micro cogenerazione, caldaie a condensazione, e quelli elettrici attraverso il solare fotovoltaico, la geotermia e laddove possibile impianti eolici, mini idroelettrici, da biomasse integrati con le tecnologie più efficienti di produzione e gestione.
Analizzando il fenomeno dello sviluppo delle fonti rinnovabili nella nostra Regione si può parlare di un vero e proprio “Laboratorio Puglia”? La risposta è in parte affermativa.
Certamente, per quanto riguarda la potenza installata derivante da solare fotovoltaico la Puglia occupa una posizione di rilievo: attualmente si è giunti a 95,19 MW di potenza installata, dato che colloca la nostra regione al primo posto in Italia. Tale dato rappresenta circa il 13% dell’intera potenza installata da solare fotovoltaico sul territorio nazionale. Per quanto riguarda la potenza installata da impianti geotermici, invece, la situazione è diametralmente opposta, infatti il citato rapporto di Legambiente non rileva alcuna installazione nella nostra Regione.
Anche per questa ragione, la Provincia di Taranto ha promosso la giornata di studio tenutasi questa mattina a Palazzo del governo, dal titolo: “Potenzialità della geotermia a bassa entalpia: prospettive ed applicazioni” allo scopo di esplicitare e condividere le innovative applicazioni che questa tecnologia forse un po’ sconosciuta ma non per questo meno efficace, può offrire nel vasto panorama delle fonti rinnovabili.
La Provincia di Taranto, infatti, ritiene fermamente che lo sviluppo della geotermia a bassa entalpia sia possibile in Puglia e che rappresenti una significativa opportunità per cittadini e piccole medie imprese in quanto permette, integrata con impianti efficienti, di produrre energia termica per riscaldare l’acqua sanitaria e gli ambienti ma anche energia frigorifera per rinfrescare.