• Articolo , 31 ottobre 2008
  • Fonti rinnovabili, verso il distretto

  • Proposta del portavoce di Piccoli Comuni ai governatori di Campania, Puglia, Basilicata Un Distretto meridionale delle fonti energetiche rinnovabili. Lo chiede ai presidenti di tre Regioni del Mezzogiorno d’Italia – Puglia, Campania e Basilicata – il portavoce dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, che fa riferimento alle trecento adesioni pervenute al Coordinamento dei piccoli Comuni eolici. […]

Proposta del portavoce di Piccoli Comuni ai governatori di Campania, Puglia, Basilicata Un Distretto meridionale delle fonti energetiche rinnovabili. Lo chiede ai presidenti di tre Regioni del Mezzogiorno d’Italia – Puglia, Campania e Basilicata – il portavoce dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, che fa riferimento alle trecento adesioni pervenute al Coordinamento dei piccoli Comuni eolici. “L’intero Appennino Meridionale ha dato un grande segnale di vitalità e partecipazione”, afferma Virgilio Caivano.
I Piccoli Comuni chiedono un Distretto Meridionale delle fonti energetiche rinnovabili.
Con una lettera aperta, inviata ai presidenti delle Regioni Puglia (Nicki Vendola), Campania (Antonio Bassolino) e Basilicata (Vito De Filippo), il portavoce del coordinamento, Virgilio Caivano, invita i governatori ad aprire un tavolo interregionale per la costituzione di un distretto sull’energia rinnovabile.
“Gentili presidenti – scrive il portavoce dei Piccoli Comuni – la necessità di portare l’Italia fuori dalla soggezione e dalla dipendenza energetica chiama tutti noi a un supplemento di responsabilità e impegno. La nostra chiara posizione di contrarietà ad un’ipotesi nucleare è motivo di stimolo per realizzare importanti iniziative nel settore energetico e in particolare nel campo delle rinnovabili. Le aree interne sono un tesoro immenso per quanto riguarda il solare e l’eolico, un patrimonio che merita di essere messo a sistema sia dal punto di vista normativo interregionale sia dal punto di vista industriale”. Per il coordinatore Puglia, Campania e Basilicata, sono di fatto, il polo energetico nazionale da fonti rinnovabili. “Il nostro invito e la nostra proposta – aggiunge Caivano – mirano a fare del Sud un vero distretto delle rinnovabili, un modello d’eccellenza pilota in Italia ed Europa. Le tre Regione anche su questo tema, devono trovare una sintesi virtuosa per avviare progetti interregionali in grado di dare risposte concrete alla attese delle popolazioni meridionali. La nostra azione non mira strumentalmente ad una mera opposizione al nucleare, ma vuole contribuire a costruire una consapevolezza dal basso per mettere in campo una vera questione energetica che diventa patrimonio della pubblica opinione nazionale”.
I piccoli Comuni eolici e solari sono circa 400 nel Sud e messi in rete in un distretto interregionale possono invertire la tendenza al declino ed avviare quella fase nuova dello sviluppo di qualità che può dare risposte vere all’intera economia nazionale. Ricerca e innovazione sono il segreto vincente per vincere la sfida del domani e l’utilizzo intelligente delle risorse comunitarie una chiara risposta anche in termini di programmazione dello sviluppo dal basso. “Siamo fautori di un federalismo orizzontale, spinto, fortemente competitivo – conclude il leader di Piccoli Comuni –. Alla nostra lettera seguirà la convocazione degli stati generali delle rinnovabili meridionali per far partire dal basso questo meraviglioso progetto di sviluppo strategico per un Mezzogiorno protagonista nel Mediterraneo ed in Europa”. Al coordinamento dei piccoli Comuni eolici sono arrivate trecento adesioni, l’intero Appennino Meridionale, insomma, ha dato un segnale di grande partecipazione.
Basilio Puoti