• Articolo , 3 novembre 2008
  • Foreste boreali, condizionatori del clima

  • Nella lotta al riscaldamento globale possono svolgere un ruolo importante. Come? Lo spiegano due ricerche differenti

Le foreste che coprono Alaska, Canada, Scandinavia e altre regioni settentrionali nascondo una o forse due carte vincenti nei confronti del riscaldamento terrestre. Ad illustrare il come e il perché sono oggi due ricerche differenti e pubblicate quasi contemporaneamente. Gli ecologi dell’Università della California a Irvine, lavorando sul ciclo del carbonio hanno scoperto che quando il suolo di queste foreste si riscalda, i funghi che lì crescono sul materiale secco delle piante morte producono molto meno biossido di carbonio di quelli che prosperano nel suolo più freddo e umido, dando quindi una mano contro il riscaldamento globale. E a studiare ruolo delle foreste, ma da un altro punto di vista, è stato anche un lavoro condotto congiuntamente da scienziati britannici e tedeschi e di prossima pubblicazione sul “Royal Society journal Philosophical Transactions A”. Gli scienziati hanno, in questo caso, osservato le sostanze chimiche rilasciate dalle foreste boreali di regioni del Nord quantificando per la prima volta questo effetto e fornendo un contributo importante nella realizzazione di modelli di previsione del clima più realistici. La ricerca realizzata dagli scienziati ha mostrato che le particelle rilasciate dai pini raddoppiano lo spessore delle nuvole circa 1.000 metri al di sopra delle foreste, riflettendo così un 5% extra di raggi solari. “Potrebbe non sembrare molto – hanno commentato i ricercatori – ma è un effetto raffreddante notevole. Ci da un motivo in più per conservare le foreste”.