• Articolo , 22 maggio 2007
  • Forse nell’Adriatico il futuro stoccaggio della CO2

  • È stato individuato nell’Adriatico settentrionale, al confine tra le acque territoriali italiane e croate, un possibile sito per il confinamento dell’anidride carbonica in formazioni geologiche profonde. Gli altri tre siti individuati si trovano nell’area della Pianura Padana, in prossimità di Brindisi e nella zona della Sicilia occidentale

Nel Mar Adriatico un possibile sito per lo stoccaggio dell’anidride carbonica. È questa l’ipotesi avanzata oggi a Trieste, in occasione della presentazione del progetto europeo transfrontaliero “Geocapacity”, a cui collaborano università ed istituti scientifici di Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia, volto ad identificare i siti più adatti per il confinamento dell’anidride carbonica in formazioni geologiche profonde, una delle soluzioni previste dal Protocollo di Kyoto per abbattere le emissioni in atmosfera. L’indagine ha messo in evidenza proprio un’area marina nell’Adriatico settentrionale, al confine tra le acque territoriali italiane e croate, ad una profondità tra i 1100 e i 1200 metri, ‘molto promettente perché presenta tutte le caratteristiche di porosità e permeabilità indispensabili per lo stoccaggio di anidride carbonica’, ha spiegato Federica Donda, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste. ‘Il sito inoltre sarebbe caratterizzato da buoni livelli di impermeabilità ai livelli soprastanti a quelli in cui verrebbe realizzato lo stoccaggio, fatto fondamentale per evitare fuoriuscite di Co2, garantendo la presenza di uno strato sigillante’, ha continuato Donda. (fonte Ansa)