• Articolo , 6 luglio 2011
  • Foscarini, 3 mln in bioedilizia per la ricostruzione dell’ala est

  • Niente cemento ma solo acciaio, vetro e legno per una ricostruzione con l’innovativo metodo “a secco”, adottato per la prima volta in una scuola del centro storico veneziano. Per ricostruire un pezzo di Venezia scomparsa, cioè un edificio scolastico distrutto ai tempi dell’ultima guerra. Sono le linee principali approvate oggi dalla Giunta Provinciale, su proposta […]

Niente cemento ma solo acciaio, vetro e legno per una ricostruzione con l’innovativo metodo “a secco”, adottato per la prima volta in una scuola del centro storico veneziano. Per ricostruire un pezzo di Venezia scomparsa, cioè un edificio scolastico distrutto ai tempi dell’ultima guerra.

Sono le linee principali approvate oggi dalla Giunta Provinciale, su proposta dell’assessore all’edilizia scolastica Giacomo Gasparotto, per la ricostruzione dell’ala est e di tre aule temporanee del Convitto Marco Foscarini di Venezia. Opere del valore complessivo di circa 3 milioni di euro realizzate peraltro a costo zero per la Provincia grazie ad una convenzione siglata lo scorso dicembre col Convitto Foscarini che porta anche il vantaggio di un minore carico burocratico per l’esecuzione dei lavori. Con l’obiettivo di fare dell’istituto, riconosciuto l’anno scorso dalla Regione come Liceo Classico Europeo, un edificio di classe A per quanto riguarda i consumi energetici. «Il progetto prevede – secondo il testo della delibera approvata in Giunta – la realizzazione di un nuovo fabbricato lungo il confine est del complesso, ricalcando il sedime e le dimensioni originali di un fabbricato preottocentesco demolito durante l’ultimo conflitto mondiale, composto da diciassette aule distribuite su tre livelli fuori terra, disimpegnate da un corridoio e servite da un blocco atrio-portineria, due gruppi di servizi igienici e uno spogliatoio per le attività all’aperto».

Completa il progetto l’allestimento di tre aule all’interno della navata principale dell’ex chiesa di Santa Caterina. «Una soluzione provvisoria quest’ultima ma di grandissimo impatto scenografico, che completa un progetto realizzato interamente con tecniche di bioedilizia, sostenibilità e risparmio energetico innovativo per il centro storico veneziano – commenta l’assessore Gasparotto – con un sistema costruttivo a secco, già sperimentato da anni ad esempio in Trentino, in cui, tra l’altro, anche la soprintendente Renata Codello crede molto». Il progetto, redatto dallo Studio apml architetti Alessandro Pedrone e Maria Pia La Tegola di Venezia, incaricati dal Convitto Foscarini, ha avuto parere positivo, oltre che dalla Soprintendenza, anche dai Vigili del Fuoco, dalla Ulss e dall’Agenzia del Demanio. «A fronte dell’urgente bisogno di spazi del Convitto i lavori dovrebbero iniziare entro la fine dell’anno – conclude Gasparotto – Molto dipenderà anche dai tempi con cui il Consiglio comunale di Venezia approverà la variante al piano urbanistico».

«Il progetto rappresenta in pieno lo spirito del 20-20-20 – conclude la presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto – cioè dell’obiettivo che la Provincia si è data di ridurre assolutamente le emissioni di CO2 del venti per cento entro il 2020 per una migliore qualità di vita nel nostro territorio».