• Articolo , 21 gennaio 2009
  • Fotovoltaico: ‘Funghi’ all’inseguimento del sole

  • Non si mangiano ma fanno bene lo stesso perché producono energia. Nuovo impianto fotovoltaico a Castelfranco caratterizzato da questa innovativa tecnologia dei ‘funghi solari’ strutturalmente composti in modo tale da inseguire il sole nell’ambito dell’intera giornata

Si tratta di funghi, ma non sono commestibili, e non perché siano velenosi, ma perché in realtà sono dei pannelli solari: si tratta dei “Funghi Solari” la cui tecnologia si basa sulla tecnica delle strutture portanti ad inseguimento solare. Il progetto decisamente innovativo nell’ambito delle rinnovabili è in fase di realizzazione a Castelfranco di Sopra, in provincia di Arezzo, ed è perfettamente allineato alle disposizioni dettate dall’Unione Europea nell’ambito della produzione di energia da fonte rinnovabile. Dal punto di vista tecnologico, i funghi solari che costituiranno l’impianto per una potenza di oltre 400kWp, rappresentano sistemi ad alta tecnologia e sono stati brevettati dalla stessa società che realizzerà l’impianto, la Soc. Energia Solare 1 di Arezzo. La peculiare caratteristica di inseguire il sole nell’arco della giornata consente loro di ottenere una resa notevolmente superiore ai tradizionali pannelli solari statici, tanto da essere in grado di garantire una produzione di energia pari a circa il 10% del fabbisogno energetico locale.
Il Sindaco di Castelfranco, Rita Papi, sottolinea con orgoglio come alla base dell’intero progetto vi sia la volontà di rispettare e proteggere il territorio e l’ambiente circostante, garantendo contemporaneamente l’ottenimento di un cospicuo risparmio energetico nell’ambito dei consumi relativi al pubblico servizio di illuminazione stradale e degli edifici comunali. Tuttavia la volontà del Sindaco va oltre, e dichiara di voler estendere quest’opportunità di risparmio anche ai cittadini e alle aziende del territorio e di predisporre procedure per favorire l’acquisto di alcune quote dell’impianto da parte degli interessati, che a quel punto diventerebbero produttori di energia rientrando dell’investimento con il risparmio in bolletta.