• Articolo , 27 giugno 2011
  • Fotovoltaico “sotto sale” nell’isola energetica di Vicenza

  • Inaugurato dal gruppo FIAMM il primo impianto italiano per la produzione di energia fotovoltaica dotato di una sofisticata tecnologia per l’accumulo

(Rinnovabili.it) – Almisano, una piccola frazione del comune di Lonigo in provincia di Vicenza dalla scorsa settimana può vantare una prima assoluta a livello nazionale. Qui infatti, solo pochi giorni fa, il gruppo italiano FIAMM ha inaugurato un impianto per la produzione di energia fotovoltaica dotato di un sofisticato sistema per lo storage. E’ stato battezzato *Energy Island*: un impianto solare da 181 kW e una produzione annua di 20 MWh – l’equivalente al consumo di 40-50 famiglie – capace di erogare in modo costante alla rete elettrica l’energia prodotta indipendentemente dall’ora del giorno.
Questa isola energetica, prima del suo genere in Italia e tra le prime in Europa, si avvale di batterie al sale o più precisamente al sodio cloruro di nickel, tecnologia per l’accumulo di energia che permette di raggiungere dimensioni e capacità nettamente superiori rispetto ai prodotti a base di piombo. Le batterie dell’impianto vicentino possiedono una capacita di immagazzinamento di circa 230 kWh al giorno, ovvero *il 40%* – considerando un ciclo giornaliero – *della produzione dei 1150 mq di moduli fotovoltaici*.

*Sale vs ioni di litio* A spiegarne il funzionamento e i vantaggi rispetto ad un altro cavallo di battaglia nel settore dello storage, gli ioni di litio, è stato a suo tempo Stefano Dolcetta, ad di FIAMM: gli accumulatori al litio “stanno ai motori a benzina come le batterie al sale stanno ai diesel: queste ultime hanno meno potenza ma più capacità a parità d’ingombro. Peraltro, la tecnologia al litio presenta ancora diversi problemi nell’impiego per la trazione elettrica, come il funzionamento in un range di temperature ristretto tra 0 e 40°C. Inoltre, i costi delle materie prime incidono per oltre il 70% contro il 40% circa delle batterie al sale: c’è, dunque, molto più margine per un progressivo calo dei prezzi a seguito di più elevate economie di scala”.