• Articolo , 3 agosto 2009
  • Fotovoltaico di III generazione? Dalla Corea i moduli trasparenti

  • L’Ambasciata d’Italia a Seoul (Corea), nello specifico l’Ufficio Addetto Scientifico e Tecnologico ha diffuso vari articoli specialistici riguardanti lo sviluppo di una nuova tecnologia su collettori fotovoltaici vetrati. Si tratta di una nuova tipologia di moduli, denominati di terza generazione, basata su componenti, denominati DSSCs (Dye Sensitized Solar Cells), in grado di sostituire i vetri […]

L’Ambasciata d’Italia a Seoul (Corea), nello specifico l’Ufficio Addetto Scientifico e Tecnologico ha diffuso vari articoli specialistici riguardanti lo sviluppo di una nuova tecnologia su collettori fotovoltaici vetrati.
Si tratta di una nuova tipologia di moduli, denominati di terza generazione, basata su componenti, denominati DSSCs (Dye Sensitized Solar Cells), in grado di sostituire i vetri utilizzati per edifici, autovetture e altri sistemi. E’ stata sviluppata dal KIST (Korea Institute of S&T) /Center for Energy Material Research, e sarà commercializzata dalla Soc. Dongjin Semichem a partire dal 2010. La tecnologia risulta in fase avanzata anche in Svizzera e Giappone.
Le attività di ricerca e sviluppo del KIST sono state coordinate dal Prof. Nam-gyu Park (npark@kist.re.kr) e sono state finanziate, su un programma decennale iniziato alla fine degli anni ’90, con un budget pubblico di 2.8 miliardi di won (2.7 milioni di dollari statunitensi). I pannelli a DSSCs si presentano come vetri colorati a possibile diversa pigmentazione, la cui trasparenza è ottenuta con nanoparticelle di biossido di Titanio da 20nm, e producono energia elettrica attraverso una struttura a sandwich in cui tra i due elettrodi viene inserito un elettrolita redox, un colorante e dei nano – semiconduttori, in grado di generare una corrente elettrica in base ad un processo simile alla fotosintesi che converte luce in energia.
Su tratta di celle solari nominate Dye-sensitized solar cell o dssc, DSC o dysc: compongono una nuova classe relativamente di basso costo, appartengono al gruppo di celle solari a film sottile, e si basano su un semiconduttore composto da un foto-sensibilizzate anodo e un elettrolitico, con un sistema di conversione. Sono le celle organiche, note come DSSC (Dye-Sensitized Solar Cell) , ottenute con la nanotecnologia: questo tipo di unità utilizza un pigmento organico fotosensibile ( in grado d’assorbire la luce e generare un flusso d’elettroni), applicato su un film sottile costituito da un strato d’ossido metallico nanoporoso e polimeri conduttori o elettroliti liquidi. La peculiarità delle DSSC è di essere notevolmente flessibili e adatte ad essere conformate in diverse forme e applicazioni, tra cui la sostituzione di componenti vetrati all’interno delle facciate degli edifici e delle automobili, oltre a costituire un prodotto più economico rispetto alle celle tradizionali.
La produzione di energia è possibile anche in assenza di luce solare diretta e l’efficienza di conversione è dell’11% (PV: 12-15%) e la vita dei pannelli-vetri è valutata in 20 anni (PV: 25 anni). Il costo è preliminarmente indicato in un quinto dei pannelli PV ed il mercato potenziale dei pannelli a DSSC potrebbe avvicinarsi a breve termine, secondo il KIST, al 30% del mercato mondiale dei pannelli solari, stimato in 120,000 miliardi di Won (119 miliardi di dollari) nel 2015.
La descrizione del processo disponibile sul “sito”:http://cms.olma-messen.ch/wDeutsch/img/messen/nanoeurope/ internet dedicato.