• Articolo , 4 aprile 2011
  • Fotovoltaico e lavoro nero: Capone e Gentile a vertice in Prefettura Lecce

  • La vice Presidente e assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone e l’assessore al Welfare, Elena Gentile sono intervenute oggi all’incontro convocato dal Prefetto di Lecce finalizzato a dare una risposta alle proteste dei lavoratori, impiegati nella costruzione di impianti fotovoltaici in Provincia di Lecce, che non sono stati retribuiti dall’azienda presso la quale hanno lavorato. […]

La vice Presidente e assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone e l’assessore al Welfare, Elena Gentile sono intervenute oggi all’incontro convocato dal Prefetto di Lecce finalizzato a dare una risposta alle proteste dei lavoratori, impiegati nella costruzione di impianti fotovoltaici in Provincia di Lecce, che non sono stati retribuiti dall’azienda presso la quale hanno lavorato. All’incontro erano presenti gli esponenti di tutte le organizzazioni sindacali, oltre al Presidente della Provincia di Lecce, al Questore, Comandanti Provinciali della GdF e dei Carabinieri ed a Confindustria. Al termine dei lavori le rappresentanti della Regione Puglia hanno dichiarato che “è stato compiuto un importante passo avanti per dare una risposta concreta e tempestiva alle giuste proteste di chi attende il salario per le prestazioni di manodopera effettuate”: sono infatti intervenuti i legali del fondo di investimento internazionale che, attraverso le società Apulia Renewable Energy srl e SV srl, hanno acquisito una serie di società di scopo che hanno proposto impianti fotovoltaici nel territorio Salentino autorizzati con DIA comunale o, in minor numero, con Autorizzazione Unica regionale. Le società hanno affidato come committenti l’installazione degli impianti autorizzati ad altre società appaltatrici, tra le quali sono emersi casi di mancata retribuzione della manodopera e di irreperibilità delle società stesse. “I rappresentanti del fondo di investimento, finora sconosciuto alla Regione – spiegano le rappresentanti del governo regionale – hanno dichiarato la disponibilità a farsi carico dei problemi economici dei lavoratori non retribuiti, previi i dovuti accertamenti che saranno effettuati attraverso un apposito tavolo tecnico con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e di Confindustria che è stato immediatamente attivato in proseguimento dell’incontro organizzato dalla Prefettura di Lecce”. Al di là della soddisfazione per il risultato odierno raggiunto, la Vice Presidente della Regione Puglia Loredana Capone e l’Assessore al Welfare Elena Gentile hanno comunque stigmatizzato lo “sfruttamento del lavoro senza retribuzione in qualunque settore esso sia utilizzato, dall’agricoltura – pomodoro e angurie – al fotovoltaico, comunicando la sollecitazione di sempre maggiori controlli”. L’assessore Gentile ha ribadito la decisione assunta in Commissione regionale per l’emersione del lavoro nero di “stimolare ulteriori controlli anche attraverso la convenzione già stipulata dalla Regione Puglia con la Guardia di Finanza e di firmare appositi protocolli sul lavoro nero con ANCI per potenziare la conoscenza sul territorio e prevenire ulteriori episodi”. La vicepresidente Loredana Capone ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione Regionale a “raccogliere le informazioni necessarie per attuare un monitoraggio completo degli impianti alimentati da fonti rinnovabili autorizzati e/o realizzati in tutto il territorio pugliese, impegno già concretizzatosi nell’Intesa con ANCI e UPI sottoscritta lo scorso 14 marzo”; a tale proposito la vicepresidente Loredana Capone ha reso noto che “in data 28 marzo 2011 è stata attivata la procedura telematica a disposizione di Province e Comuni per registrare le informazioni relative agli impianti che sono stati autorizzati dagli Enti Locali, nel pieno rispetto degli obiettivi assegnati alla Regione dalla suddetta Intesa. Si attende adesso che i Comuni e le Province facciano rapidamente la loro parte. E ciò non solo per avere un compiuto aggiornamento da parte di tutte le Istituzioni, a partire dalla Regione, sullo stato dell’arte ma anche per prevenire l’odioso fenomeno della scatole cinesi finalizzato a eludere, se non addirittura a violare, le norme”.