• Articolo , 27 gennaio 2011
  • Fotovoltaico: gli elettrodi diventano un tessuto trasparente

  • La società svizzera Sefar, grazie alla collaborazione con un laboratorio svizzero e uno britannico, presenta la nuova soluzione tecnologica da utilizzare nella produzione degli OLED e delle celle solari, in modo da poter risparmiare in costi e rendere ancora più flessibili le strutture.

(Rinnovabili.it) – L’ultima innovazione in fatto di celle fotovoltaiche può essere condivisa da Svizzera e Regno Unito, dal momento che proviene direttamente dal lavoro congiunto di Swiss Federal Laboratories for Material Science and Technology di Dübendorf (Canton Zurigo) e del National Physical Laboratory britannico: si tratta di nuovi elettrodi trasparenti e flessibili in grado di offrire una soluzione economica e molto più leggera rispetto ai normali conduttori impiegati nelle celle solari. Peter Chabrecek, manager della elvetica Sefar Ag, società che ha collaborato con i due laboratori e che produce tessuti di precisione, ha spiegato nel dettaglio funzionamento e vantaggi della soluzione messa a punto: “Gli elettrodi trasparenti giocano un ruolo chiave nell’ambito della produzione di sistemi optoelettronici come gli OLED. Le caratteristiche principali saranno l’alta conduttività, l’alta trasparenza e l’alta temperatura”.
I laboratori coinvolti nel progetto sono stati capaci di realizzare un elettrodo basato su una maglia di fibre metalliche e polimeriche intrecciate tra di loro. Nonostante oggi si stiano studiando i nanotubi in carbonio come alternativa trasparente al costoso e decisamente più fragile dell’ossido di stagno di indio (ampiamente usato dal settore solare), questi si portano dietro svantaggi ancora non trascurabili, come prestazioni non ancora all’altezza delle aspettative.
Al contrario, secondo gli scienziati i nuovi elettrodi a base tessile forniscono un’alternativa economicamente efficiente consentendo una produzione “roll-to-roll” ad alto rendimento. I ricercatori avevano già realizzato una maglia dalla struttura porosa che presentava tuttavia importanti limitazioni; limitazioni superate però dalla decisione di riempire i “buchi “della maglia con un polimero trasparente ed inerte tramite immersione in modo da andare a coprire completamente uno dei lati del tessuto come una pellicola di protezione. Il rivestimento polimerico così ottenuto rende l’elettrodo impermeabile ai gas e liquidi e l’intera struttura risulta trasparente in quanto i fili metallici possiedono un diametro inferiore ai 40 micron. Il team ha scoperto che gli elettrodi all’interno di celle solari organiche realizzate su tessuti di precisione raggiungono le stesse performance di quelle in celle solari realizzate su substrato di vetro. organico. “I primi promettenti risultati sono stati raggiunti, ora abbiamo bisogno di sviluppare un design più adatto”, ha spiegato Chabrecek aggiungendo l’intenzione della società a cooperare con altre aziende sui prodotti finali.