• Articolo , 8 febbraio 2010
  • Fotovoltaico: l’Epia a difesa degli incentivi tedeschi

  • Per l’associazione del fotovoltaico Europeo si potrebbero preservare i mercati interni con opzioni già intraprese da altri paesi per favorire le imprese europee senza eccedere nel protezionismo

(Rinnovabili.it) – Sembra essere arrivato il momento dei tagli agli incentivi per i grandi mercati solari europei. Capofila il comparto tedesco tra i più cresciuti nell’ultimo periodo e ora al centro di un’accesa discussione su cui, non ultimo, è interviene anche Winfried Hoffmann, Presidente dell’EPIA, l’European Photovoltaic Industry Association Per Hoffmann non ci sono dubbi: il settore dell’energia solare Ue dovrebbe prepararsi a difendere il redditizio mercato tedesco, evitando protezionismi come quelli che potrebbero profilanrsi, ma curando allo stesso tempo il comparto nostrano.
“Nel complesso, le misure protezionistiche non vanno considerate. Di solito non migliorano la situazione. Ma quando si crea un settore con il denaro da parte dei consumatori di energia elettrica, come avviene in Germania, si dovrebbe almeno riflettere su alcune opzioni”, ha dichiarato il presidente durante un’intervista a Reuters in un’intervista. Il Feed-in tariffs in Germania si riduce ogni anno, ma, sostenendo che il settore sia ancora troppo agevolato e ciò vada a discapito dei cittadini, Berlino ha predisposto un ulteriore taglio per i mesi di aprile e luglio.
“Una possibilità potrebbe essere quella di guardare ad alcuni contingenti. La Cina sta attualmente discutendo piani che richiedono una riduzione dell’import dei componenti per impianti solari a favore dei produttori nazionali. Oppure guardare al Canada, dove solo gli impianti costruiti da operatori nazionali si qualificano per l’intero importo degli incentivi. Dovremmo almeno discutere di tali opzioni anche in Europa”.
La riduzione annua delle tariffe incentivanti – spiega l’Associazione – costringe i produttori di componentistica a diminuire i costi di produzione per raggiungere la “grid-parity” e nel caso della Germania l’industria è particolarmente preoccupata dalla concorrenza cinese: “In contrasto con le imprese solari europee, che hanno difficoltà molto maggiori nel garantire linee di credito e prestiti, i loro concorrenti cinesi stanno ottenendo condizioni molto generose delle banche nazionali”, ha concluso Hoffmann.