• Articolo , 7 luglio 2008
  • Fotovoltaico: nasce oggi l’Eni Solar Frontiers Center

  • Per promuovere e accelerare la ricerca nelle tecnologie solari di prossima generazione, tra cui le nanotecnologie, i materiali avanzati e la produzione di idrogeno attraverso l’energia solare

Grazie ad un accordo firmato lo scorso febbraio tra ENI ed il MIT Energy Iniziative, è stato costituito oggi l’ENI Solar Frontiers Center, il centro multidisciplinare creato con lo scopo di promuovere e accelerare la ricerca nelle tecnologie solari di prossima generazione, tra cui le nanotecnologie, i materiali avanzati e la produzione di idrogeno attraverso l’energia solare. L’annuncio è stato dato questa mattina al Politecnico di Milano, alla presenza del Rettore dell’Ateneo, Giulio Ballio, del Direttore del MIT Energy Initiative, Professore Ernest Moniz, e dell’Amministratore Delegato di ENI, Paolo Scaroni. L’aspetto multidisciplinare sarà la connotazione rilevante dei programmi di ricerca: per questo motivo il SFC sarà diretto dal Professor Vladimir Bulovic, del Department of Electrical Engineering and Computer Science, e dal Professor Daniel Nocera, del Department of Chemistry. Il Centro sarà inoltre coadiuvato da un Direttore Esecutivo che garantirà i flussi di informazioni fra i ricercatori di ENI e del MIT. In occasione del convegno di oggi Paolo Scaroni ha anche annunciato che “l’ENI ha fatto una scommessa di 50 milioni di dollari insieme al MIT per lo sviluppo della ricerca sui nuovi materiali per il solare. Poiché occorrerà rimpiazzare il silicio con materiali che cattureranno i raggi solari in modo più efficiente e meno costoso. L’energia solare c’è ed è gratis: si tratta di raccoglierla e di renderla fruibile”. Arrivare a un solare meno costoso è dunque la scommessa dell’ENI, considerato soprattutto che allo stato attuale l’energia prodotta dal sole è pari allo 0,1% della produzione mondiale, soprattutto perchè il fotovoltaico costa tra le 5 e le 7 volte in più rispetto all’energia elettrica convenzionale. “Ma l’aumento del costo degli idrocarburi – ha concluso Scaroni – rende queste energie alternative più competitive rispetto al passato”.