• Articolo , 15 settembre 2010
  • Fotovoltaico organico, Regno Unito e Francia alleati per la ricerca

  • Grazie alla collaborazione tra l’Università di Cambridge, l’azienda chimica francese Rhodia e l’inglese Carbon Trust verrà finanziato un programma di ricerca da circa 7 milioni di dollari dell’ateneo inglese per sviluppare celle solari a base di semiconduttori organici e la costituzione di una nuova società

(Rinnovabili.it) – La sua principale missione, fino ad oggi, è stata sostenere, anche grazie agli aiuti governativi, le aziende private e pubbliche che volevano ridurre le loro emissioni inquinati, adottando sistemi ad alta efficienza energetica. Ora, però, la “Carbon Trust”:http://www.carbontrust.co.uk/Pages/Default.aspx si è lanciata in una nuova avventura per finanziare un particolare settore della ricerca: quella sul fotovoltaico organico. Partner di questa iniziativa sarà anche l’azienda chimica francese “Rhodia”:http://www.rhodia.com/en/our_company/worldwide_presence/europe/france.tcm. Le due società hanno infatti annunciato ieri di aver investito un totale di circa 6,92 milioni di dollari in uno spin-out dell’Università di Cambridge sulle celle solari organiche.
Grazie alla collaborazione tra Carbon Trust e la Cambridge Enterprise, la divisione commerciale dell’ateneo, nascerà infatti una nuova compagnia, che prenderà il nome di _Eight19 Limited,_ e che avrà come scopo lo sviluppo della ricerca per sfruttare i progressi tecnologici che hanno reso possibile tagliare i costi di produzione delle celle fotovoltaiche organiche. La nuova società è stata battezzata Eight19, dal tempo (8 ore e 19 minuti) che la luce impiega per viaggiare dal sole alla terra.
Le celle solari a base di semiconduttori organici lavorano molto diversamente rispetto ai moduli tradizionali in silicio, e possono essere montate su supporti plastici, consentendo alle applicazioni di essere intergrate ad esempio sulle finestre o su aree molto estese. Bisogna però considerare che queste celle, pur essendo più convenienti rispetto a quelle tradizionali, sono meno efficienti nel convertire la luce del sole in elettricità.