• Articolo , 16 febbraio 2010
  • Fotovoltaico: scenari futuri

  • Quale tecnologia prenderà il sopravvento sulle altre, e con quali costi? Facciamo il punto con le previsioni dei prossimi tre anni

Le previsioni di crescita della potenza fotovoltaica installata nei prossimi anni, pubblicate sul numero di gennaio di Photovoltaics World, mettono in evidenza una crescita dei moduli a film sottile doppia di quella dei moduli di silicio cristallino. Sono dati attendibili?

Le perplessità sono destinate a diminuire sostanzialmente dopo il recente comunicato stampa di Oerlikon, una delle due aziende che si dividono la quasi totalità delle vendite di impianti per la produzione di moduli di silicio amorfo a film sottile. Nel prossimo autunno la ditta sarà pronta a vendere impianti in grado di produrli al costo di 0,50 €/Wp: tre anni prima erano poco sopra 2 euro. Secondo lo stesso comunicato stampa, una volta in funzione (i primi lo saranno presumibilmente nel 2012) i nuovi impianti consentiranno di realizzare la grid parity.

Se le perplessità non sono ancora azzerabili, lo si deve al fatto che al trionfale calo dei costi dei moduli non si accompagna un analogo andamento per la restante parte di un impianto fotovoltaico, il cosiddetto BOS.

Come si vede, l’incidenza sul costo del BOS è poco meno della metà e al suo interno ci sono componenti innovativi come l’inverter (10% dei costi) i cui prezzi fra il 1990 e il 2008 sono mediamente diminuiti del 17%, grazie in particolare a una crescita dell’efficienza dal 90% al 98%, mentre altri (connessioni, quadri elettrici) sono tradizionali, quindi meno suscettibili di drastiche riduzioni. Va infine notato che all’interno di tre voci compare il costo del lavoro, che attualmente ha un peso rilevante, e nell’ultima anche l’onere per il processo autorizzativo.

Semplificazione dell’iter autorizzativo, standardizzazione delle fasi di montaggio dell’impianto avranno dunque un peso crescente nel facilitare il raggiungimento della grid parity, ma – per dirla tutta – conterà almeno altrettanto il contenimento di pedaggi impropri, come quelli oggi imposti dai cosiddetti project developers e da molti installatori locali. Le riduzioni degli incentivi nel triennio 2011-20132 di cui si parla, sono indubbiamente troppo drastiche, ma, se opportunamente limate, potrebbero contribuire a ridimensionare i costi impropri oggi sopportati da chi realizza impianti fotovoltaici.