• Articolo , 1 febbraio 2010
  • Frigoriferi dei supermarket, inquinanti come miliardi di sacchetti di plastica

  • Sotto accusa le grandi catene britanniche a causa del massiccio impiego di gas ad alto impatto ambientale nei bachi frigo e congelatori.

(Rinnovabili.it) – Le eco-credenziali dei gruppi di distribuzione britannici sono stati al centro dell’attenta indagine dell’Environmental Investigation Agency (Eia) che ha valutato l’impatto sul riscaldamento globale prodotto dai loro frigoriferi e congelatori. Il Rapporto “Chilling Facts”:http://www.chillingfacts.org.uk/, nonostante faccia riferimento solo alla situazione britannica, non è affatto rincuorante. La ricerca ha, infatti, rivelato che le catene – LIDL, Tesco, Sainsbury’s, Waltrose ecc. – stanno impiegando ancora nel 50% dei loro depositi idroclorofluorocarburi (HCFC) come refrigeranti, ossia sostanze ad alto impatto sull’ozono e con un effetto sul riscaldamento globale 3.800 volte maggiore di quello della CO2, nonostante la prossima messa al bando da parte della UE. O in molti casi li stanno sostituendo con HFC (idrofluorocarburi) che non intaccano lo strato di ozono, ma con un significativo potenziale di riscaldamento. Benché esista la consapevolezza degli enormi danni ambientali determinati da tali sostanze, approssimativamente solo il 2% di tutti i negozi di vendita al dettaglio delle grandi catene stanno utilizzando sistemi di refrigerazione HFC-free.
“Il governo deve ascoltare i bisogni dei supermercati e dell’industria del freddo, molte organizzazioni sono alla ricerca di una direzione chiara e di scadenze per l’eliminazione dei HFC”, ha spiegato un’attivista della Eia.
“Anche se alcuni supermercati hanno fatto uno sforzo positivo nel corso dell’ultimo anno per affrontare il problema, i risultati dell’indagine sono deludenti, e dimostrano che abbiamo dinnanzi ancora una lunga strada da percorrere. Abbiamo bisogno di un’azione seria e di una società che si impegni a lungo termine per l’eliminazione degli HFC”.
Trattando la questione in termini “ambientali”, le emissioni di idrofluorocarburi hanno un effetto sul riscaldamento globale equivalente a 1,13 milioni di tonnellate di CO2, lo stesso livello che si avrebbe con 400.000 voli dalla Gran Bretagna all’Australia e con previsioni tutte in crescita. Accanto ad una dettagliata classifica delle catene di vendita più o meno eco-friendly dal punto di vista della catena del freddo, la Eia ha stilato anche una lista con cui chiede ai grandi supermercati di impegnarsi a rimuovere gli HFC entro il 2015 e sostituirli con le opzioni meno dannose, come la CO2, l’ammoniaca e gli idrocarburi ed al governo di introdurre una legislazione per rafforzare il termine di rimozione di tali sostanze e per sostenere tramite incentivi ad hoc il passaggio verso una refrigerazione più ‘green’.