• Articolo , 9 febbraio 2011
  • Friuli Venezia Giulia, nuovo Piano di lotta all’inquinamento

  • La Giunta del Friuli Venezia Giulia ha preso atto della proposta di Piano di Azione Regionale, il documento che contiene le misure da attuare nel breve periodo nelle zone nelle quali i livelli di uno o più inquinanti – nello specifico, il biossido di azoto, le polveri sottili e l’ozono – comportano il rischio di […]

La Giunta del Friuli Venezia Giulia ha preso atto della proposta di Piano di Azione Regionale, il documento che contiene le misure da attuare nel breve periodo nelle zone nelle quali i livelli di uno o più inquinanti – nello specifico, il biossido di azoto, le polveri sottili e l’ozono – comportano il rischio di superamento dei valori limite fissati dalla legge. “Il Piano di Azione Regionale – spiega il vicepresidente della Regione e assessore all’Ambiente Luca Ciriani, che ha illustrato il documento – fornisce le linee guida per i Comuni, individuati dalla legge regionale quali Autorità competenti a gestire le situazioni di rischio. Quella che verrà a breve pubblicata sul sito web della Regione è una prima stesura, che necessita ora del coinvolgimento dei cittadini e delle categorie economiche: le novità introdotte e proposte dai tecnici sono molteplici ed è necessario riflettere e condividere”. ”In linea generale – ha commentato Ciriani – si tratta di misure che hanno quale obiettivo quello di agire prima del raggiungimento delle soglie critiche di inquinanti, per evitare di esporre la popolazione al rischio ambientale. È necessaria un’ampia riflessione su questo tema, alcune azioni necessitano del diretto coinvolgimento della popolazione, che deve farsi parte attiva, in particolare nella gestione dei sistemi di riscaldamento”. Il documento, redatto dalla Direzione dell’Ambiente con la collaborazione dell’ARPA, vede aprirsi adesso una fase di consultazione con il pubblico e con i soggetti competenti in materia ambientale. Successivamente il Piano dovrà acquisire il parere del Consiglio delle Autonomie Locali prima di tornare all’esame della Giunta regionale per la sua definitiva approvazione.

*LA STRATEGIA DELLA PREVENZIONE*
Sono numerose le novità che sono proposte nel documento, al fine di combattere lo sforamento dei limiti di inquinanti nell’aria. Tra i punti, la questione delle limitazioni al traffico, e la limitazione delle emissioni da parte delle industrie. Per quanto riguarda il traffico veicolare, le misure anti inquinamento saranno attivate non come avviene oggi, dopo il superamento delle soglie critiche, ma già dal primo giorno di sforamento dei limiti: i Comuni saranno avvisati per tempo grazie a delle accurate previsioni meteo. La chiusura del traffico, attivabile nei quattro Capoluoghi di provincia più Monfalcone, strutturato con la collaborazione dei comuni limitrofi, riguarderà i pomeriggi, dalle 16 alle 20, e non funzionerà più con il sistema delle targhe alterne: il traffico sarà interdetto infatti ai mezzi a benzina e gasolio con motori pre Euro 4. Nel dettaglio, attualmente i Piani di Azione Comunale vengono attivati non prima dell’accertamento di tre giorni consecutivi di superamento del valore limite di uno o entrambi gli inquinanti (biossido di azoto e PM10) in una centralina della rete di riferimento. Si ha cioè un’attivazione dei provvedimenti restrittivi solo dopo che la fase critica è stata raggiunta. Nel nuovo Piano le situazioni critiche vengono rilevate, oltre che tramite centraline, anche mediante previsioni elaborate su modelli climatici: i Comuni verranno allertati per l’attivazione dei Piani di Azione Comunali sulla base di tali previsioni, cioè prima che la fase critica sia raggiunta.

*AZIONI PREVISTE PER LA RIDUZIONE DEGLI INQUINANTI*
Il Piano di Azione Regionale individua per il particolato e per gli ossidi di azoto tre tipologie di azioni che i Comuni possono attivare per superare le situazioni di crisi, ossia azioni diffuse, azioni locali e azioni puntuali. Le azioni diffuse sono quelle che possono essere attivate, al fine di garantirne l’efficacia, su ampie porzioni di territorio regionale. Informazione e sensibilizzazione della popolazione, la riduzione della temperatura interna degli edifici di 2 gradi e la sostituzione del riscaldamento a legna con altri combustibili più ecologici. Sono azioni che dipendono, per la maggior parte, dall’impegno e dalla sensibilità dei cittadini. Le azioni locali vengono messe in atto in precise zone, i capoluoghi di provincia e il comune di Monfalcone. Tra di esse la riduzione del traffico veicolare privato e commerciale nelle zone interessate dalle ore 16 alle ore 20 per tutti i veicoli con motori a gasolio e benzina precedenti al sistema Euro 4. Le azioni puntuali sono mirate a ridurre le emissioni provenienti da specifiche fonti emissive, ed in particolare da quelle industriali. Il Piano individua un elenco dei principali impianti industriali presenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia (circa una quarantina) ai quali è associato il 95 per cento di emissioni di particolato e di ossidi di azoto. L’azione proposta è quella di ridurre del 10 per cento le emissioni di tali inquinanti rispetto a quanto dichiarato nell’inventario emissioni relativo al 2005. Diversa strategia per quanto riguarda l’ozono, in quanto non vi è una relazione diretta tra il luogo di emissione e il luogo di sforamento dei limiti. La sola azione attuabile nel breve periodo e a scala regionale risulta essere quella della informazione tempestiva alla popolazione, affinché nel caso di sforamento dei valori rimanga all’interno di ambienti chiusi nelle ore critiche. Sulla base delle statistiche e delle previsioni, i tecnici della Regione hanno effettuato una serie di simulazioni, le quali indicano che il Piano di Azione Regionale dovrebbe essere attivato in Regione circa sei volte l’anno – sostanzialmente nei mesi invernali – per un totale di 34 giorni di applicazione.