• Articolo , 12 giugno 2009
  • Friuli VG: edifici sostenibili con il Protocollo VEA

  • La Regione punta a una valutazione sia energetica che ambientale degli edifici e approva il protocollo in via preliminare Con la delibera n. 1082, la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato lo scorso maggio in via preliminare, in attesa del parere della IV Commissione consiliare permanente, il Protocollo regionale VEA per la valutazione […]

La Regione punta a una valutazione sia energetica che ambientale degli edifici e approva il protocollo in via preliminare
Con la delibera n. 1082, la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato lo scorso maggio in via preliminare, in attesa del parere della IV Commissione consiliare permanente, il Protocollo regionale VEA per la valutazione della qualità energetica e ambientale degli edifici, attuativo della legge regionale 23/2005, art. 6 in materia di edilizia sostenibile. Elaborato – spiega una nota – rispettando i criteri di semplicità, ripetibilità, trasparenza, flessibilità, versatilità e usabilità, il sistema di valutazione VEA prevede la compilazione di 22 schede tematiche suddivise per 6 diverse aree: valutazione energetica, impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, materiali da costruzione, risparmio idrico e permeabilità dei suoli e, infine, una doppia qualità esterna ed interna.

Ispirato al protocollo Itaca

Già testato in via sperimentale su alcuni casi reali al fine di simulare l’applicabilità e la qualità del sistema, il documento è un’emanazione del “Protocollo Itaca” (Istituto per la Trasparenza, l’Aggiornamento e la Certificazione degli Appalti), già recepito in molte regioni italiane, ma spesso con il limite di essersi concentrate soprattutto sull’aspetto energetico. “L’adeguato isolamento termico però non è sufficiente, abbiamo voluto allargare il ragionamento guardando oltre le fonti energetiche alternative – ha spiegato l’assessore regionale ai Lavori pubblici Vanni Lenna – concentrandoci sull’aspetto ambientale complessivo degli edifici, andando a valutare le fonti rinnovabili, i materiali di costruzione, il risparmio idrico, qualità interna ed esterna dell’edificio stesso”.

Uniti l’aspetto ambientale ed energetico
Attualmente la normativa nazionale non definisce l´obbligatorietà della valutazione ambientale, ma si limita ad introdurre la certificazione energetica. Unendo i due aspetti, quello energetico e quello ambientale, il Protocollo Vea “rappresenta un ottimo strumento di controllo, monitoraggio e promozione in materia di risparmio energetico e sostenibilità, che sicuramente avrà importanti ricadute nel campo immobiliare e delle costruzioni e potrà essere di forte impulso all’innesco di un processo generale di incentivi verso un´edilizia eco-compatibile caratterizzata da riduzione dei consumi, utilizzo di fonti rinnovabili, materiali e tecnologie costruttive sostenibili”. L’iter prevede ora l’esito del parere della IV Commissione consiliare (Lavori pubblici, edilizia, energia) con il recepimento degli eventuali pareri, per giungere poi all’adozione definitiva da parte della Giunta con una apposita delibera.