• Articolo , 9 luglio 2008
  • G8: India e Cina rifiutano qualsiasi limitazione alle emissioni

  • Le due potenze asiatiche guidano l’opposizione dei paesi emergenti al documento redatto degli otto paesi più industrializzati per la riduzione del 50% delle emissioni nocive entro il 2050

India e Cina non ci stanno e annunciano il no nei confronti dell’accordo redatto degli otto paesi più industrializzati per la riduzione del 50% le emissioni nocive entro il 2050. Il documento redatto dai leader del G8 conviene sulla necessità di lavorare “per raggiungere ampi obiettivi di medio termine con lo scopo di raggiungere una forte riduzione delle emissioni e un primo stop della crescita delle emissioni il più presto possibile ricordando come “la cooperazione tecnologica con il trasferimento di conoscenze alle potenze emergenti è vita”. Eccezionalmente allargato anche ai 16 paesi emergenti, il Vertice ha sì riconosciuto quella dell’inquinamento come “una delle principali sfide globali dei nostri tempi”, ma nessuna data o impegno concreto sono stati fissati per far fronte all’emergenza, rimandando tutto al negoziato sul clima in sede ONU. Per aderire i due giganti asiatici chiedevano che il G8 aumentasse il proprio impegno per un taglio del 25% delle emissioni entro il 2020. Ma se da un lato l’Europa lo ha già fatto, continua dall’altro la stregua l’opposizione degli Stati Uniti.