• Articolo , 8 luglio 2009
  • G8 L’Aquila, il debutto: ambiente, una sfida che scotta

  • Apre i battenti oggi uno dei G8 più attesi sia sul versante economico, che su quello climatico-energetico. Cruciale il confronto tra paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo

“Missione meno 2 gradi”. Così potrebbe essere chiamato l’obiettivo della sezione clima-ambiente del G8 che viene inaugurato oggi a L’Aquila.
E’ infatti questo il monito proveniente dalla comunità scientifica e diretto ai leader dei Paesi industrializzati. Occorre tenere la temperatura globale sotto quei famosi 2 gradi (rispetto all’epoca pre-industriale) per evitare che il cambiamento climatico diventi irreversibile e minacci il futuro del nostro pianeta.
L’appello, oltre che da scienziati e ricercatori, viene anche dalle associazioni ambientaliste che già nei giorni scorsi hanno fatto sentire la loro voce con manifestazioni di protesta.

h4{color:#D3612B;}. La Situazione

Il problema fondamentale, come abbiamo già avuto modo di constatare, consiste nella contrapposizione che vede da una parte i paesi industrializzati che, influenzati dalle lobby industriali, tirano a risparmiare, soprattutto in questa fase di recessione economica, sulle misure per combattere efficacemente il cambiamento climatico. D’altro canto questi paesi vorrebbero che quelli in via di sviluppo, come Cina, India e Brasile, solo per citare i maggiori, procedessero nello stesso drastico ritmo di tagli ai gas serra. Questi Paesi rispondono che l’occidente industrializzato, per tutto il secolo scorso, è cresciuto ed ha inquinato senza regole né limiti, ed ora non può scaricare sugli altri i sacrifici per uscire da questa situazione allarmante. In mezzo i Paesi poveri (Africa, Asia centrale…) che non hanno voce in capitolo, ma sono quelli più esposti rispetto alle conseguenze dei cambiamenti climatici che potrebbero essere indotti da un riscaldamento globale.
Come si è visto, queste conferenze, da un G8 all’altro o da una conferenza di Bali a una di Poznan, continuano ad avere un denominatore comune: l’impossibilità di chiudersi con degli accordi unanimemente condivisi. La speranza è sempre proiettata sul prossimo incontro e questa volta si guarda a Copenhagen.

h4{color:#D3612B;}. Berlusconi apre e presiede

Da questo punto di vista la presidenza di Berlusconi risulta assai impegnativa. Il G8 si occuperà di problemi economici, della tragedia della fame, oltre che dell’emergenza ambientale.
Il premier ne sembra consapevole e ha definito “… la lotta ai cambiamenti climatici nell’agenda del G8 come una delle priorità della Presidenza italiana. Le responsabilità dovranno essere condivise in modo equilibrato tra i Paesi emergenti, in via di sviluppo e industrializzati – chiarisce Berlusconi – Le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) dovranno essere parte integrante delle strategie per la lotta ai cambiamenti climatici, perché i combustibili fossili continueranno ad essere una fonte essenziale di energia ancora per molti anni, in particolare nei Paesi in via di sviluppo che avranno bisogno di tecnologie innovative per utilizzare le fonti tradizionali – continua poi i premier – Bisogna intraprendere adeguate azioni di adattamento, sostenendo questi Paesi, soprattutto nell’ambito post-Kyoto, reperire le risorse per le strategie di adattamento, promuoverne l’utilizzo efficiente”.

h4{color:#D3612B;}. Franco Frattini sull’MEF

Il nostro ministro degli esteri, si allinea con la convinzione generale e si dice convinto che al vertice G8 dell’Aquila ci sarà un accordo ambizioso sui cambiamenti climatici: si punta al taglio del 50% dei gas serra entro il 2050 e all’obiettivo di limitare a 2 gradi centigradi l’aumento del riscaldamento globale.
“Il Major Economy Forum, che raccoglie i paesi che producono il 90% del prodotto interno lordo del mondo si accorderà su – ha detto ancora Frattini – dimezzare entro il 2050 le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Lo slogan è -50 nel 2050. Se ci accorderemo con Cina, India, Corea, con i paesi africani e sudamericani, sarà un obiettivo estremamente ambizioso”.
“L’altro obiettivo – ha concluso il capo della diplomazia italiana – è scrivere nell’impegno finale: il riscaldamento del pianeta limitiamolo a 2 gradi centigradi e non di più”.

h4{color:#D3612B;}. Angela Merkel

Lo stesso obiettivo lo ha sostenuto nei giorni passati il cancelliere tedesco Angela Merkel che ha appunto indicato l’obiettivo del contenimento dell’aumento della temperatura del pianeta entro i 2 gradi in un discorso sul G8 al Bundestag, cosa già fatta in occasione del vertice G8, nel luglio 2008 in Giappone, (aveva già indicato il dimezzamento delle emissioni a effetto serra entro il 2050), ma senza indicare tappe e percorsi precisi.

h4{color:#D3612B;}. Manuel Barroso

Quasi riconfermato per il secondo mandato come Presidente della nuova Commissione Europea, presente al G8 ha fatto notare che: “Il vertice di quest’anno si svolge in un periodo particolarmente difficile. L’Europa ha assunto un ruolo guida nel raccogliere sfide riguardanti, ad esempio, la vigilanza dei mercati finanziari, le politiche sostenibili in materia di clima e il commercio mondiale. Questo vertice è l’occasione per impegnarci ulteriormente. Dobbiamo attuare rapidamente la riforma del sistema finanziario mondiale. Dobbiamo agire con determinazione per contrastare i cambiamenti climatici. Dobbiamo ribadire e onorare i nostri impegni nei confronti dei più poveri”.

h4{color:#D3612B;}. Gli Ambientalisti

Anche le associazioni ambientaliste, sono presenti, anche se non invitate al G8 ufficiale, ma come sempre in queste ricorrenze, fanno sentire la propria voce, con proteste, proposte e mobilitazioni di attivisti e simpatizzanti.

*Greenpeace*
Da sempre si batte per porre un freno ai cambiamenti climatici, sostiene che l’impatto dell’uomo sul pianeta dovrebbe essere drasticamente ridotto e che le emissioni di CO2 siano stabilizzate al 2015 e successivamente ridotte fino allo zero.
Occorre assicurarsi – sottolinea Greenpeace, che ieri ha fatto girare per le città italiane attivisti mascherati da orsi polari ‘senzatetto’ – che entro il 2020 i Paesi industrializzati taglino le emissioni del 40% rispetto al ’90. Nello stesso tempo bisognerebbe sostenere i Paesi in via di Sviluppo, affinché anche questi, senza diminuire la loro crescita, riescano a ridurre le emissioni del 15-30%.

*WWF*
”Un impegno chiaro é un dovere assoluto per i Paesi del G8 – ha dichiarato Kim Carstensen, leader della Global Climate Initiative del WWF – I Paesi che si riuniranno a L’Aquila hanno la più grande responsabilità di mostrare una leadership sul clima. Senza la loro azione non possiamo aspettarci che il resto del mondo faccia qualcosa. Un impegno chiaro che definisca nero su bianco la soglia del pericolo a 2 gradi é un dovere assoluto per i Paesi del G8 – afferma Kim Carstensen, leader della Global Climate Initiative del Wwf.
I Paesi che si riuniranno a L’Aquila hanno la più grande responsabilità di mostrare una leadership sul clima. Senza la loro azione non possiamo aspettarci che il resto del mondo faccia qualcosa”.
”Dai leader del G8 ci aspettiamo una dichiarazione chiara per la riduzione delle proprie emissioni di almeno l’80% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. – ha ribadito Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia – E’ il minimo indispensabile e qualunque obiettivo più debole sarà un completo fallimento. Una dichiarazione ferma da parte del G8 invierà un forte segnale al mondo in via di sviluppo e renderà più facile la riduzione delle emissioni anche per le economie in via di rapido sviluppo”.

h4{color:#D3612B;}. La voce degli esperti

Secondo i ricercatori e gli studiosi, infatti, i Paesi industrializzati devono ridurre le proprie emissioni del 95% entro il 2050, e di almeno il 40% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. In questo quadro Gli Stati Uniti devono impegnarsi su un obiettivo paragonabile per tipologia, penali e scadenze. Qualsiasi risultato venga raggiunto a L’Aquila, dovrà però poi essere sottoposto al vaglio del G20 che si terrà a Pittsburgh a fine settembre.

h4{color:#D3612B;}. Il Programma

Ma veniamo al programma di questo 35° G8 che si apre oggi e si chiuderà venerdì 10 luglio con circa quaranta leader politici rappresentativi del 90% circa dell’economia mondiale.

*Mercoledì 8 Luglio*

Riunione del G8 in versione tradizionale: Stati Uniti, Canada, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone e Russia. Saranno presenti anche il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e la Svezia come nazione presidente di turno dell’Ue.
Temi: situazione dell’economia mondiale, le strategie di uscita dalla crisi finanziaria, i cambiamenti climatici e lo sviluppo, in particolare dei paesi africani, le linee guida di un codice comune sul buon andamento degli affari internazionali da trasferire in seguito a livello di G20.
Dopo la cena di gala, si dovrebbe dibattere di Iran, Medio Oriente, Corea del Nord, terrorismo, pirateria somala, proliferazione nucleare e potrebbero anche esserci delle dichiarazioni unilaterali.
Contemporaneamente si attende anche un meeting dei G5: Cina, India, Brasile, Messico e Sudafrica – probabilmente seguito da una dichiarazione.

*Giovedì 9 Luglio*

La riunione si allarga e ai paesi del G8 si aggiungono quelli del G5 più l’Egitto toccando forse anche il tema dello sblocco dello stallo dei negoziati sul commercio internazionale ed è prevista una dichiarazione congiunta sempre sull’economia e sulle relazioni tra G8 e G5.
La Cina ha chiesto che il G14 discuta anche l’ipotesi di una valuta internazionale di riserva alternativa al dollaro.
In serata si riunisce il Mef (Major Economies Forum) sui cambiamenti climatici, co-presieduto da Barack Obama e Silvio Berlusconi. Al tavolo 17 leader politici in rappresentanza di G8, G5, più Australia, Indonesia, Australia, Corea del Sud, Danimarca (cioè circa tre quarti delle emissioni mondiali di Co2).

*Venerdì 10 Luglio*

G8 più Stati Africani. L’ultimo giorno del vertice i colloqui si allargheranno ad altri Paesi africani. Oltre a Sud Africa ed Egitto saranno presenti anche Angola, Nigeria, Senegal, Algeria. Il leader libico Muammar Gheddafi sarà presente in qualità di presidente dell’Unione africana. Temi principali: aiuti, sicurezza alimentare e una dichiarazione sullo stanziamento di fondi per la sicurezza alimentare nell’arco di tre anni.
L’incontro si allargherà fino ad includere anche Spagna, Olanda e Turchia.