• Articolo , 17 maggio 2010
  • Galles: il siderurgico attento all’ambiente ricicla i propri gas

  • Grazie ad un investimento da 60 milioni di sterline il Galles riuscirà a ridurre del 3% le proprie emissioni nocive riutilizzando i gas prodotti durante la lavorazione dell’acciaio nello stabilimento di Port Talbot

(Rinnovabili.it) – In occasione della settimana della sostenibilità organizzata in Galles, Carwyn Jones, primo ministro del paese, ha incontrato il CEO di Tata Steel Europe, Kirby Adams, per celebrare il completamento di alcuni investimenti a sostegno della riduzione delle emissioni. L’acciaieria Corus, parte della Tata Steel Group, con sede nell’Indiana, ha presentato i risultati del piano da 60 milioni di sterline destinato all’impianto di Port Talbot, ormai in grado di catturare circa 240mila tonnellate di CO2 in un anno. Grazie a questo nuovo impianto il Galles riuscirà a diminuire le proprie emissioni nocive del 3% attraverso un procedimento che punta a recuperare il gas prodotto dalla lavorazione dell’acciaio riutilizzandolo per ulteriori processi di produzione con la previsione di dimezzare l’attuale importazione di gas naturale e diminuendo notevolmente l’immissione in atmosfera di inquinanti tra cui il PM10. Attualmente l’impianto conta 5000 dipendenti ma grazie alle collaborazioni e ai partner a volte si trova ad avere circa 7000 impiegati in totale.
L’investimento rappresenta la maggiore operazione all’interno del settore siderurgico britannico, ha dichiarato Kirby Adams, amministratore delegato di Tata Steel Europa: “Per divenire più competitivi nel mercato globale dell’acciaio, questo progetto dovrà essere realizzato”, ha aggiunto.
“Questo progetto è interamente dedicato alla tutela dell’ambiente, ma soprattutto rappresenta una spinta enorme per l’economia gallese e un voto di fiducia reale dalla Tata nella produzione di acciaio in Galles”, ha commentato Primo Ministro del Galles, Carwyn Jones.