• Articolo , 20 aprile 2011
  • Gas flaring: sprechi energetici e danni ambientali

  • Sono stati stimati nel mondo sprechi per 150 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno e dispersioni per 400 milioni di tonnellate di anidride carbonica

(Rinnovabili.it) – Lo studio della General Electric (GE) – “Flare Gas Reduction: Recent Global Trends and Policy Considerations”:http://www.genewscenter.com/content/Detail.aspx?ReleaseID=12212&NewsAreaID=2 ha finalmente quantificato, in modo chiaro ed esaustivo, i numeri degli sprechi e dei danni ambientali provocati ogni anno nel mondo dalla pratica del “*gas flaring*” – ossia la combustione del gas che proviene dai giacimenti petroliferi e fuoriesce insieme al petrolio: _150 miliardi di metri cubi di gas naturale_, (corrispondente al 5% della produzione mondiale di gas) e _400 milioni di tonnellate di anidride carbonica_, (pari a quanto viene prodotto dai tubi di scappamento di circa 77 milioni di auto).
I dati mettono in luce anche le quantità specifiche degli sprechi e delle emissioni di CO2 che il _gas flaring_ produce ogni anno nelle diverse Regioni del mondo: la Russia ad esempio, brucia a cielo aperto 50 miliardi di metri cubi di gas naturale ed è stato calcolato che, se solo la metà del gas russo incendiato fosse recuperato e venduto, se ne ricaverebbero oltre 2 miliardi di dollari.

La Nigeria invece, ha ridotto le emissioni da flare gas del 28% già a partire dall’anno 2000. Malgrado questo, l’industria petrolifera spreca tutt’ora 15 miliardi di metri cubi di gas naturale ogni anno.
“Fare un uso migliore del gas bruciato è una grande opportunità,” – sottolinea David Victor, direttore del Laboratorio sul diritto internazionale alla University of California (San Diego) – “in questo modo si potrà contribuire al rallentamento del riscaldamento globale e al risparmio delle risorse naturali che sono ormai scarse.”
Lo studio della GE suggerisce che le tecnologie necessarie per risolvere il problema del _gas flaring_ già esistono, basterebbe anche solo l’applicazione di tecnologie in grado di re-iniettare il gas nel sottosuolo per incrementare l’estrazione di petrolio, oppure incentivare lo sviluppo di _pipeline_ o altre soluzioni di distribuzione energetica in modo da catturare il gas e riutilizzarlo per produrre energia elettrica. In questo modo – sempre secondo le analisi della GE – si eviterebbe uno spreco di 20 miliardi di dollari all’anno derivanti dalla combustione del gas naturale.
Secondo Michael Farina, Program Manager di GE Energy e autore dello studio – “Con una più forte attenzione globale e sforzi concertati, incluse partnership, politiche concertate e tecnologie innovative, il fenomeno del gas flaring su larga scala potrebbe essere diffusamente eliminato in 5 anni”.