• Articolo , 2 febbraio 2010
  • Gas serra ‘italiani’, per il 18% è colpa delle famiglie

  • Siamo stati ‘registrati’ per 17 anni e i dati Istat hanno rilevato che i consumi delle famiglie italiane hanno causato il 37% delle emissioni di Ozono e il 18% dei gas serra

(Rinnovabili.it) – Il satellite Namea ci ha spiati per ben 17 anni, dal 1990 al 2007, registrando i dati sulle emissioni atmosferiche a livello nazionale relativi a 19 diversi inquinanti tra cui l’anidride carbonica, il metano, gli ossidi di azoto e zolfo, particolato, cromo e molti altri prodotti della quotidiana attività antropica.
I dati relaborati dall’Istat sono stati poi confrontati con i calcoli effettuati dall’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra) in relazione alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) e alla convenzione di Ginevra sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero (United Nations – Economic Commission for Europe Convention on long range transboundary air pollution) ed è stato così rilevato che nel periodo di riferimento le famiglie del Belpaese si sono rese responsabili del 37% delle emissioni che generano ozono, gas dannoso per la salute, di oltre il 20% delle emissioni di particolato e del 18% di gas ad effetto serra.
Questi dati sono ulteriormente amplificati dalla produzione di inquinanti correlata al settore della produzione e distribuzione energetica da cui deriva il 25% delle emissioni totali di gas ad effetto serra e soprattutto di anidride carbonica, il cui primato negativo per quantitativi emessi va consegnato anche al settore manifatturiero.
Per quanto riguarda i livelli di particolato i maggiori responsabili risultano essere il settore dell’agricoltura, silvicoltura e caccia mentre le sostanze acidificanti sono quasi a totale appannaggio dei trasporti mentre il 70% delle emissioni di ozono prodotte dalle famiglie italiane è riconducibile all’uso di combustibili per auto e per il riscaldamento domestico in egual misura.
Il panorama dipinto non è quindi dei più rassicuranti ma visti i recenti sviluppi in materia di impegni politici a favore dell’ambiente e della riduzione di inquinanti in atmosfera si spera che il compito del satellite nelle prossime rilevazioni possa essere meno spaventoso.