• Articolo , 14 maggio 2010
  • Georgia, la leadership che nasce nelle foreste

  • Abbondanza di risorse naturali rinnovabili, normativa favorevole, tecnologia all’avanguardia, talento e sistema logistico ottimale: è lo Stato americano della Georgia, centro energetico mondiale per la produzione di energia da biomassa

(Rinnovabili.it) – In un contesto in cui gli attuali cambiamenti climatici, a livello mondiale, mostrano con sempre maggiore lucidità la necessità di ridurre i gas serra, la produzione di energia da biomassa si presenta come un’opzione particolarmente efficace. Per sua natura, l’energia rinnovabile di tipo non biologico si ricava catturando e concentrando flussi energetici dispersi, quali la luce del sole, il vento e le onde del mare. Per questo motivo, i sistemi a energia rinnovabile tendono naturalmente a sfruttare le risorse che hanno maggiormente a portata di mano: l’utilizzo del fotovoltaico, ad esempio, è più efficace in zone caratterizzate da scarsa umidità e bassa incidenza di giorni di maltempo, mentre lo sfruttamento del vento è prevalente in aree prive di ostruzioni, come la superficie degli oceani o i deserti. Diversamente, l’energia da biomassa – che si ricava tramite l’utilizzo di materiali organici direttamente utilizzabili come combustibili o trasformati in combustibili solidi, liquidi o gassosi – è più facilmente producibile in regioni che presentano una grande quantità di piogge, terreni coltivati e foreste. Così caratterizzata, la zona Sud Est degli Stati Uniti è il migliore esempio di area geografica dove sia possibile produrre energia da biomassa in modo consistente ed efficace.

In particolar modo, una natura favorevole e politiche ad hoc hanno reso nel tempo lo Stato della Georgia leader mondiale nel settore delle bioenergie. Il segreto del suo successo si basa su condizioni meteorologiche e ambientali ottimali che assicurano una presenza abbondante di risorse necessarie, ma anche dall’utilizzo delle tecnologie più avanzate in grado di convertire in modo efficiente la biomassa in energia e dal supporto del governo, che incoraggia gli investimenti delle imprese nel settore delle rinnovabili e promuove la crescita e il successo di progetti bioenergetici.

Lo Stato della Georgia vanta, infatti, grande abbondanza di fonti naturali rinnovabili, che spaziano dalle materie prime tradizionali, quali mais e semi di soia, a materie non tradizionali, come gli alberi di pino, oltre a possedere 24 milioni di acri di foresta. Non a caso, la rivista Forbes l’ha indicato come uno dei primi stati americani in termini di potenziale energetico da biomassa, misurato sulla base della quantità di risorse bioenergetiche disponibili sul territorio.

Le innovative politiche messe in atto favoriscono l’imprenditorialità di settore, prevedendo un basso livello di tassazione per le aziende che si occupano di rinnovabili e il rapido rilascio dei permessi ambientali necessari per la costruzione di stabilimenti per combustibili biologici. L’insieme di queste ragioni hanno permesso alla Georgia di posizionarsi ai primi posti negli Usa in termini di produzione – attuale e potenziale – di energie rinnovabili. Lo Stato ha al momento in attivo progetti bioenergetici per più di 2 miliardi di dollari ed ha in programma di raggiungere i 5 miliardi di dollari entro i prossimi 10 anni.

Non solo: oltre ad essere il primo polo produttivo, la Georgia è anche centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo nell’ambito energetico ed ambientale. L’Università della Georgia, infatti, con i suoi tanti laboratori e stazioni sperimentali dedicate, è conosciuta in tutto il mondo per l’alto livello della ricerca sulla fermentazione, gli enzimi e nel campo dell’ingegneria genetica. Il campus della città di Atene vanta un modello pilota di bioraffineria in scala, dove le materie prime sono testate per produrre olio biologico, gas di sintesi, carbone e una varietà di componenti chimici industriali. Inoltre, il Georgia Institute of Technology ospita lo Strategic Energy Institute, tra i più avanzati nel campo della ricerca sulla biochimica e sulla gassificazione della biomassa. A ciò si aggiunge il lavoro svolto dall’Herty Materials Developments Center, un centro di ricerca no profit precedentemente dedicato all’industria della pasta e della carta e ora focalizzato sulla produzione e lavorazione della biomassa.

Attraverso il Centro di Innovazione per l’Energia, lo Stato fornisce alle aziende che vogliono investire nel settore delle rinnovabili non solo expertise di tipo industriale, ma anche facile accesso al mondo della ricerca accademica e contatti chiave per accelerare la loro crescita a costo zero. La sua mission è quella di “promuovere la produzione e l’utilizzo di energia rinnovabile in Georgia” e rappresenta uno di sei Centri di Innovazione del paese, ciascuno focalizzato su un settore strategico. La sede centrale si trova nel cuore del Corridoio Bioenergetico, un esteso network di progetti e organizzazioni appartenenti al settore delle rinnovabili sul territorio dello Stato.

Un terreno così fertile non può che fare gola alle imprese straniere. Infatti la tedesca RWE Innogy e la svedese BMC, principali aziende europee in ambito energetico, hanno recentemente annunciato l’apertura di nuovi impianti per la produzione di bioenergia in Georgia, determinate a creare il più grande stabilimento al mondo per la produzione di pellet. Ciò è dovuto al fatto che, in generale, gli Stati Uniti dispongono di una maggiore quantità di biomassa rispetto all’Europa per cui produrre pellet, per poi esportarli risulta, per le aziende europee, meno costoso che non produrli in loco. In un contesto in cui la necessità di biomassa per la produzione di energia rinnovabile è destinata a salire, la ricchezza della Georgia in termini di foreste e altri materiali organici utilizzabili come combustibili sarà in grado di rispondere a una domanda che il mercato europeo farà, invece, fatica a soddisfare.

Dal momento che le bioenergie possono essere commercializzate sul mercato globale come carburante fossile (solido, liquido o gassoso), come per qualsiasi altra fonte è fondamentale la presenza di un sistema logistico di infrastrutture efficiente, sia per quanto riguarda la fornitura di materie prime che per la distribuzione del prodotto finito sui mercati, domestici e internazionali. Grazie al porto di Savannah – in rapido sviluppo – e al sistema ferroviario più esteso del Sud Est degli Stati Uniti, il territorio è caratterizzato in modo ottimale anche per quanto riguarda le infrastrutture e presenta, quindi, le condizioni ideali per trasportare le merci in modo efficiente e efficace.

Lo Stato della Georgia insomma coltiva alberi come lo Stato dello Iowa coltiva il grano. La sua conseguente ricchezza in termini di fonti enenrgetiche rinnovabili lo rende il centro mondiale per l’energia da biomassa.

(di Jill Stuckey, Direttore del Centro d’Innovazione per l’Energia in Georgia)