• Articolo , 9 febbraio 2010
  • Geotermia: Bagnore 3 controllata come tutte le altre

  • È l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Toscana (Arpat) che, fin dal 2002, conduce con regolarità e assiduità, controlli sulle emissioni di più di 3 centrali geotermiche toscane su 4, e in particolare su quella di Bagnore 3. A Bagnore da otto anni è in funzione il filtro Amis, cioè l’abbattitore di emissioni di […]

È l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Toscana (Arpat) che, fin dal 2002, conduce con regolarità e assiduità, controlli sulle emissioni di più di 3 centrali geotermiche toscane su 4, e in particolare su quella di Bagnore 3.

A Bagnore da otto anni è in funzione il filtro Amis, cioè l’abbattitore di emissioni di mercurio e idrogeno solforato, che ha contribuito a migliorare la qualità dell’aria. I livelli di idrogeno solforato nell’emissione sono infatti scesi dai 114 kg/ora del 2000 ai 20 kg/ora del 2007, mentre quelli del mercurio sono diminuiti dai 20 g/ora del 2000 ai 3 g/ora del 2007.

Lo precisano gli uffici regionali del settore energia e miniere, che considerano quindi destituita di ogni fondamento l’affermazione di alcuni residenti che non siano ma i stati eseguiti controlli sull’impatto ambientale della centrale geotermoelettrica di Bagnore 3 nel comune di Santa Fiora, visto che dal 2002 al 2009 Arpat vi ha effettuato complessivamente sei controlli.

La Regione puntualizza poi che dal 1997 Arpat esegue un monitoraggio costante della qualità dell’aria nelle aree geotermiche, che negli ultimi 12 anni ha fatto registrare sull’intero territorio amiatino due soli sforamenti per l’idrogeno solforato rispetto ai valori guida dell’Organizzazione mondiale della sanità per la tutela sanitaria, mentre i dati del mercurio si sono mantenuti sempre al di sotto dei valori guida per questa sostanza. Del resto una sintesi degli esiti del monitoraggio della qualità dell’aria è consultabile sul sito Sistema informativo regionale ambientale della Toscana (Sira), alla pagina dedicata alle zone geotermiche.

Continuano invece a rimanere senza limiti di legge le emissioni di boro e di ammoniaca, nonostante la Regione abbia più volte sollecitato Governo e Parlamento ad intervenire con una legge nazionale per normarli, senza la quale non è possibile porre limiti alle emissioni di queste sostanze. Un’assicurazione in tal senso era venuta anche dal presidente della Commissione ambiente della Camera dei deputati, arrivato a Piancastagnaio proprio un anno fa per un sopralluogo alle centrali geotermiche. In quell’occasione l’onorevole assicurò il suo impegno per porre limiti di legge alle emissioni inquinanti, ma da allora nulla è stato fatto. La Regione porterà presto in approvazione una delibera che contiene indicazioni finalizzate a cercare di ridurre l’impatto delle emissioni in atmosfera delle sostanze non normate e sta per nominare un Comitato tecnico per la geotermia sull’Amiata, per fornire supporti scientifici agli enti locali che ne abbiano bisogno.

Nel riconfermare che non è necessario applicare, come richiesto da alcuni residenti, il principio di autotutela sospendendo l’attività della centrale di Bagnore 3, la Regione ricorda gli studi effettuati sull’ambiente amiatino e quelli tuttora in corso sulla salute della popolazione da parte dell’Agenzia regionale di sanità.

Quanto alla controversa questione dell’acquifero, gli uffici regionali richiamano lo studio in corso da parte dell’Università di Firenze per la realizzare un modello matematico capace di fornire indicazioni sulla ricarica del serbatoio amiatino. A questo proposito la Regione riconferma che i lavori per il posizionamento del piezometro profondo sono ripresi una settimana fa.