• Articolo , 22 ottobre 2010
  • Geotermia, il Kenya rilancia la produzione con un finanziamento da 400 ml

  • La Geothermal Development Company, la società nazionale di proprietà dello Stato, ha annunciato lo stanziamento di un fondo dal 400 milioni di dollari per potenziare l’utilizzo delle fonti geotermiche a livello nazionale, grazie a un piano che prevede di produrre al 2020 circa 2 GW sfruttando il calore della terra

(Rinnovabili.it) – Che fosse uno dei paesi del continente africano ad offrire “grandi prospettive”:http://www.rinnovabili.it/decollano-le-rinnovabili-del-kenia-3000-mw-nei-prossimi-otto-anni595734 nelle rinnovabili era chiaro già da tempo. E se qualche settimana fa il Kenya era stato il mercato energetico di riferimento per un investimento della “World Bank”:http://www.rinnovabili.it/kenya-la-worl-bank-finanzia-geotermico-ed-eolico-801039 con l’approvazione di un prestito di 330 milioni di dollari per sostenere anche la produzione di energia da fonti geotermiche, una nuova buona notizia è arrivata per il comparto geotermico proprio oggi. La _Geothermal Development Company_ (GDC), la società nazionale di proprietà dello Stato, ha annunciato infatti di aver approvato un piano da 400 milioni di dollari, dei quali circa il 40% andrà a finanziare un piano decennale per la produzione di 2 GW di energia sfruttando il calore della terra.
“Abbiamo ricevuto una grande sostegno anche fuori dai confini nazionali – ha spiegato all’agenzia Reuters Silas Simiyu, direttore generale della GDC -. Quando abbiamo presentato qualche tempo fa il nostro piano che prevedeva di produrre circa 5GW entro il 2030, si pensava che fosse anche fin troppo ambizioso”. La società, nata del 2009, costituisce infatti la punta di diamante nel campo delle esplorazioni geotermiche e ha già avviato la perforazione di circa 25 pozzi in località Ol Karia nella Rift Valley kenyota, che hanno portato tutti a grandi risultati, con una capacità totale pari a circa 196 MW.
Ma le ambizioni della GDC stanno andando anche oltre le attività di perforazione nel Paese: la compagnia vorrebbe vendere il vapore estratto al grande colosso nazionale KenGen che, a sua volta, utilizzerebbe per la prima volta particolari generatori, al posto degli impianti convenzionali, per trasformarlo in energia elettrica. “Così – ha spiegato Simiyu – il nostro obiettivo è produrre circa 2 GW sfruttando questo vapore nei prossimi 10 anni. Ma puntiamo ad arrivare a 5 GW da qui al 2030”.