• Articolo , 16 dicembre 2009
  • Geotermia, l’associazione europea si pronuncia sul CCS

  • Per l’European Geothermal Energy Council l’aumento di una fonte di energia rinnovabile, soluzione a lungo termine, non deve essere ostacolato da una tecnologia quale il CCS, che ha il potenziale solo di servire come temporaneo provvedimento alla mitigazione dei gas serra.

(Rinnovabili.it) – Prima che gli Stati membri dell’Unione europea attuino la direttiva relativa allo stoccaggio geologico dell’anidride carbonica (CCS) e quella relativa alla promozione dell’uso delle energie rinnovabili, l’EGEC(European Geothermal Energy Council) che rappresenta l’industria geotermica europea, avvalendosi delle conoscenze dei propri membri in materia di geologia e idrogeologia, ha presentato oggi la sua posizione per affrontare sinergie e questioni conflittuali su geotermia e tecnologia del CCS.
L’associazione mette nero su bianco la sua convinzione che il carbon capture and storage possa rappresentare una valida soluzione per mitigare i cambiamenti climatici nel breve e medio termine da applicare, in particolare se non esistono alternative, come ad industrie ad alta intensità energetica e facendo uso ove possibile di privilegiati siti di stoccaggio off-shore.
Quindi l’EGEC suggerisce che:
* i progetti di CCS finanziati dal Fondo europeo dell’Economia dal NER300 debbano condividere con il pubblico i loro risultati in merito ad esplorazione e stoccaggio;
* le licenze di esplorazione debbano essere concesse per una determinata zona e per un determinato periodo di tempo, valutando l’area e la durata della concessione in maniera appropriata alle dimensioni e il tipo di progetto, come succede nei settori del petrolio e del gas;
* venga valutato anche il potenziale di energia geotermica profonda in Europa (con uno speciale accento sulla Enhanced Geothermal Systems).

Il Consiglio esorta le autorità pubbliche a produrre una pianificazione sotterranea regionale, al fine d’ottimizzare l’allocazione delle risorse tra energia geotermica, stoccaggio del carbonio e altri possibili usi e massimizzare i benefici per la società.
Esiste ovviamente un potenziale conflitto tra lo smaltimento della CO2 e i progetti di energia geotermica, perché possono puntare alle stesse falde acquifere profonde o alle stesse aree all’interno dei bacini sedimentari, ma ci tiene a sottolineare l’associazione la cattura e stoccaggio del carbonio è essenzialmente una tecnologia di transizione mentre l’energia geotermica è una risorsa energetica sostenibile a lungo termine. Dovrebbero inoltre – spiega il position paper – essere identificate chiaramente zone con possibile duplice uso dando la priorità per il loro utilizzo alla geotermia, soprattutto in considerazione diun importante sviluppo della geotermia in futuro, e soprattutto dopo il 2030, quando Enhanced Geothermal Systems sarà una tecnologia ampiamente utilizzata