• Articolo , 14 giugno 2011
  • Geotermia, la IEA insegna come decuplicare la fornitura

  • Esiste un percorso preciso per fare delle risorse energetiche del sottosuolo una fonte in grado di soddisfare la domanda energetica del futuro. L’Agenzia internazionale dell’energia rivela le azioni chiave per i prossimi 40 anni

(Rinnovabili.it) – Come realizzare un aumento di almeno dieci volte nella fornitura di energia geotermica? Semplice seguendo le indicazioni contenute nella “roadmap tecnologica”:http://www.iea.org/papers/2011/Geothermal_Roadmap.pdf della International Energy Agency. Il nuovo rapporto mostra come decuplicare la produzione mondiale di calore ed elettricità da fonte geotermica entro il 2050. Un’azione peraltro necessaria dal momento che il mix energetico globale nei prossimi anni dovrà comprendere una quota di rinnovabili molto maggiore rispetto a quella odierna, volendo tenere il livello di CO2 sotto le 450 parti per milione. Secondo la IEA, attraverso una combinazione di azioni politiche che incoraggino lo sviluppo delle risorse geotermiche inutilizzate e delle nuove tecnologie, l’energia del sottosuolo terrestre potrebbe *coprire fino al 3,5% della produzione annuale mondiale di elettricità* e *il 3,9% del riscaldamento*. Un aumento importante se considerati gli attuali livelli, rispettivamente dello 0,3% e 0,2%. La relazione è l’ultima della serie di roadmap tecnologiche firmate dall’Agenzia con l’intento di orientare governi e industria sulle azioni e le tappe necessarie per raggiungere il potenziale pieno delle tecnologie energetiche.

*Incentivi, banche dati e permessi* Un settore d’intervento prioritario per i governi, individuato nella relazione, è l’introduzione di sistemi d’incentivazione che incoraggino quelle tecnologie geotermiche ancora non sul mercato. Inoltre il documento sottolinea che dovrebbero essere sviluppate banche dati accessibili al pubblico, da utilizzare per valutare, accedere e sfruttare delle risorse geotermiche in tutto il mondo. “[Questo] richiede la cooperazione tra il comparto industriale, le autorità nazionali e gli istituti di ricerca”, scrive Milou Beerepoot, autore del rapporto e analista senior presso l’Agenzia. Una terza area di azione si concentrerebbe sul superamento delle barriere burocratiche in fatto di nuovi permessi. “Molti paesi che non hanno leggi specifiche per le risorse geotermiche attualmente rilasciano i permessi ai sensi delle leggi minerarie che sono state ovviamente concepite con obiettivi diversi dalla produzione di energia rinnovabile”, spiega Beerepoot.