• Articolo , 9 novembre 2010
  • Geotermia, nei limiti le emissioni di tutte le centrali

  • Tutte promosse le emissioni delle centrali geotermiche che ovunque in Toscana sono risultate sotto i valori limite. E’ quanto emerge dall’ultimo controllo 2009 che Arpat ha compiuto sulle centrali e dal monitoraggio della qualità dell’aria rispetto ai due inquinanti tipici, acido solfidrico e mercurio, in aggiunta alle PM10 e al biossido di zolfo, nei territori […]

Tutte promosse le emissioni delle centrali geotermiche che ovunque in Toscana sono risultate sotto i valori limite. E’ quanto emerge dall’ultimo controllo 2009 che Arpat ha compiuto sulle centrali e dal monitoraggio della qualità dell’aria rispetto ai due inquinanti tipici, acido solfidrico e mercurio, in aggiunta alle PM10 e al biossido di zolfo, nei territori che ospitano impianti nell’area geotermica tradizionale e sull’Amiata.
Nel 2009 Arpat ha effettuato controlli su 8 centrali di cui 7 dotate di Amis, cioè dell’impianto di abbattimento del mercurio e dell’idrogeno solforato. Le centrali controllate sono state: PC3 e PC5 nel comune di Piancastagnaio (Si), Bagnore 3 nel comune di Santa Fiora (Gr), Nuova Gabbro e Nuova Larderello nel comune di Pomarance (Pi), Pianacce nel comune di Radicondoli, Carboli 2 e Nuova San Martino a Monterotondo marittimo (Gr). In tre di queste, Nuova Gabbro, Pianacce e Carboli 2 non erano m ai stati effettuati controlli in passato. Dunque ad oggi il complesso delle centrali “sotto check” è salito a 28 su un totale di 33.

I risultati dei controlli, scrive Arpat, non hanno evidenziato superamenti dei valori limite di emissione previsti dalla normativa vigente o dalle specifiche autorizzazioni rilasciate ai singoli impianti. Nell’area tradizionale e sull’Amiata il quadro emissivo è simile, caratterizzato dalla presenza delle medesime sostanze, mentre è diverso sotto il profilo quantitativo: l’area dell’Amiata ha fattori di emissione maggiori per la quasi totalità delle sostanze a causa del più alto contenuto di gas nel fluido geotermico ma l’entità complessiva delle emissioni è comunque superiore nell’area tradizionale perché maggiore è la potenza installata. E’ comunque calata ovunque, grazie all’installazione degli Amis, l’emissione di acido solfidrico e mercurio, calo per quest’ultimo proporzionalmente più consistente nell’area amiatina dove i valori di concentrazione nel fluido geotermico sono più alti.

Riguardo al monitoraggio della qualità dell’aria ricavato da 8 postazioni, quattro nel grossetano, due nel pisano e due nel senese, i risultati hanno mostrato che le concentrazioni del PM10 e del biossido di zolfo sono ampiamente inferiori ai valori limite, confermando le analoghe rilevazioni eseguite nel 2007-2008. Visto che per il mercurio e l’acido solfidrico la normativa europea ed italiana non stabiliscono valori limite, sono stati individuati specifici valori guida per la tutela sanitaria proposti da organismi internazionali quali Organizzazione Mondiale Sanità (OMS), OMS-International Classification Patient Safety (ICPS) e Agency for Toxic Substances & Disease Registry (ATSDR). Sono risultate inferiori a questi le concentrazioni di mercurio sia quelle di acido solfidrico. E’ migliorato in generale ovunque anche l’inquinamento olfattivo provocato dall’acido solfidrico grazie all’introduzione dei vari Amis.

L’Arpat ha eseguito anche un monitoraggio dell’acquifero del monte Amiata che ha mostrato che le concentrazioni di arsenico e boro presentano un andamento stazionario nei 10 anni di attività di monitoraggio. I dati rilevati sulle acque alla sorgente (quindi prima del trattamento di abbattimento dell’arsenico e dell’immissione in rete), al primo quadrimestre del 2010 ed elaborati prendendo in esame 8 punti di controllo disposti indicativamente sul perimetro del cono vulcanico, mostrano che l’arsenico supera il valore medio consentito dalla legge dei 10 μg/L al pozzo Acqua Gialla (la concentrazione media maggiore si attesta sui 33 μg/L) alla sorgente Ente e al pozzo Pian dei Renai (in entrambe la concentrazione media maggiore si attesta sui 11-12 μg/L). Tutti gli altri punti di monitoraggio hanno evidenziato valori medi inferiori al limite per il consumo umano.

La relazione integrale sarà consultabile sul sito dell’Arpat.