• Articolo , 5 febbraio 2010
  • Geotermia: per Bagnore nessuna necessità di autotutela

  • Di fronte alla richiesta dei cittadini che invitano la Regione ad autotutelarsi e a sospendere la concessione per la centrale geotermica di Bagnore 3 non ravvisiamo i presupposti di ricorrere all’autotutela, perché gli elementi portati a sostegno della loro richiesta non sono affatto nuovi e arrivano a tre anni di distanza dalla concessione della proroga, […]

Di fronte alla richiesta dei cittadini che invitano la Regione ad autotutelarsi e a sospendere la concessione per la centrale geotermica di Bagnore 3 non ravvisiamo i presupposti di ricorrere all’autotutela, perché gli elementi portati a sostegno della loro richiesta non sono affatto nuovi e arrivano a tre anni di distanza dalla concessione della proroga, avvenuta nel 2007 e valida fino al 2013. Nel merito non si condividono i lamentati pericoli di danno perché non c’è alcuna modifica al progetto iniziale.
Questa, in sintesi, la precisazione, che a breve verrà formalizzata in un atto ufficiale, che viene dagli uffici del settore energia e quelli dell’avvocatura della Regione in merito alla richiesta rivolta all’ente di sospendere la concessione per lo sfruttamento di Bagnore 3.
La Regione invita anche a non confondere ciò ; che riguarda la centrale di Bagnore 3 con il progetto di realizzazione di Bagnore 4, attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale. Su quest’ultimo progetto la Regione e i Comuni interessati hanno già fatto presenti ad Enel alcune criticità, chiedendo ed ottenendo l’impegno a rivederlo, a valle delle sperimentazioni in corso finalizzate a ridurre gli impatti ambientali.
«Occorre in particolare precisare – aggiunge l’assessore regionale all’energia e all’ambiente, Anna Rita Bramerini – che al momento della proroga della concessione per Bagnore 3 non era obbligatoria l’effettuazione di alcuna Valutazione di impatto ambientale, perché il progetto iniziale non risultava modificato. A livello nazionale in questi casi l’obbligo di effettuare la Via continua a non essere previsto, perché questa materia non è stata normata. La Regione però ha deciso di colmare questo vuoto normativo con la nuova legge sulla Via. Adesso questo obbligo c’è, a maggiore tutela dei cittadini e dell’ambiente. Ricordo che la legge regionale Via-Vas è stata approvata dal Consiglio regionale il 27 gennaio scorso con l’astensione del centro destra che su questa specifica norma (il comma 6 dell’articolo 43) ha votato contro».
Quanto all’aspetto certamente più importante, quello della tutela della salute dei cittadini dell’Amiata, la Regione sta facendo, d’intesa con gli enti locali e con il Governo, il suo dovere. Penso sia agli studi in corso di definizione da parte dell’Università di Firenze, sia a quello in fase di conclusione che l’Agenzia regionale di sanità ha condotto proprio sugli indicatori di salute della popolazione residente sull’Amiata e non solo, alla richiesta che Governo e Parlamento approvino una legge che disciplina le emissioni di quelle sostanze, come il boro e l’ammoniaca, per la quali oggi la legge non prevede limiti, ma anche alle linee guida per il controllo delle emissioni delle centrali di prossima approvazione da parte della giunta regionale, la costituzione dell’Osservatorio ambientale sulla geotermia nell’Amiata e infine all’imminente chiusura della centrale di PC2, dopo la realizzazione del termodotto, già autorizzato».