• Articolo , 10 luglio 2008
  • Geotermia: Toscana, Lazio e Sardegna tra le zone più ricche

  • Entro il 2020 con adeguati investimenti l’Italia potrebbe ricavare 6.000 megawatt sfruttando il calore della Terra. Un quantitativo sufficiente a riscaldare 800 mila appartamenti

Investire sullo sviluppo della geotermia come “risorsa energetica eco-compatibile ed infinita in grado di limitare la dipendenza dalle fonti energetiche importate, ridurre il deficit della bilancia dei pagamenti, diminuire l’impatto sull’ambiente dei gas serra”. E’ questo l’obiettivo del “Manifesto” lanciato dal Consiglio Nazionale Geologi, Unione Geotermica Italiana e Associazione Termotecnica Italiana durante il convegno romano “La geotermia a bassa temperatura in Italia”. “L’Italia è un Paese a forte vocazione geotermica, ma l’uso del calore della Terra è ancora fortemente sottosviluppato. – ha dichiarato il presidente del CNG Pietro Antonio De Paola – Per questo chiediamo al governo e alle istituzioni di puntare sul geotermico”. Tutto il territorio italiano, come emerge dalla Mappatura presentata durante l’evento, possiede, infatti, rilevanti risorse geotermiche: Toscana, Lazio e Sardegna tra le zone più ricche con oltre il 60%, seguite da Veneto ed Emilia-Romagna con il 45% del territorio. Al 30% Lombardia, Umbria, Sicilia, Basilicata, Campania e Friuli-Venezia Giulia, mentre in tutte le altre regioni non si supera il 15%. Sfruttando appieno questa risorsa sia per usi domestici (riscaldamento delle case), che a livello industriale (imprese agricole e allevamento), entro il 2020 si può giungere alla produzione di 6000 MWt sufficiente a riscaldare 800mila appartamenti, consentendo inoltre all’Italia di evitare di scaricare nell’atmosfera 8-10 milioni di tonnellate di CO2 l’anno. L’obiettivo, secondo De Paola, è quello di portare entro qualche anno lo sfruttamento della geotermia dall’attuale 0,6% all’1,2 %, aiutati anche dai nuovi investimenti e al decreto del giugno 2005 che sta per essere convertito in legge. “Per il futuro possiamo fare davvero molto di più: dobbiamo puntare forte su una risorsa di cui siamo ricchi e di cui siamo stati pionieri in tutto il mondo”. Per questo “chiediamo al governo finanziamenti adeguati e un impegno preciso affinché si possa raddoppiare in tutta Italia l’utilizzo della geotermia: sono ottimi i risultati già ottenuti in alcuni grandi centri come la città di Milano”. Al convegno è intervenuto anche il sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia, che ha detto aprirà un canale di comunicazione privilegiato con i geologi e l’Unione Geotermica Italiana, affinché la geotermia possa contribuire sempre di più al mix energetico italiano.