• Articolo , 30 marzo 2009
  • Germania: più impegno Usa sul clima. Obama risponde

  • Proposte del presidente Usa su due incontri, uno a Washington e uno durante il G20 di luglio, per essere preparati a risultati concreti alla Conferenza di Copenaghen

“Non sono sufficienti, in ogni caso non agli occhi della comunità internazionale”, ha detto alla radio berlinese RBB, Sigmar Gabriel, ministro dell’Ambiente tedesco, la quale auspica che gli States raddoppino addirittura gli interventi contro il riscaldamento climatico, ritenendo non sufficiente gli obiettivi indicati da Barack Obama.
La Gabriel insiste che Washington come l’Europa, il Giappone, l’Australia e gli altri Paesi industrializzati, devono rendersi conto che già “oggi” siamo in presenza di un riscaldamento climatico pericoloso.
E da Obama il ministro tedesco si aspetta impegni più ambiziosi di quanto fino ad oggi abbiamo promesso e fatto gli Stati Uniti.
La delegazione americana ha dato rassicurazioni ieri sul suo “fervore”, ma ha avvertito che non farà “tutto da sola”. Gli statunitensi comunque saranno presenti a Bonn al negoziato Onu per il nuovo accordo internazionale contro il riscaldamento climatico.
D’altronde Obama proprio in un discorso fatto sabato aveva manifestato la sua decisa volontà di affrontare il problema convocando a Washington i sedici leader delle più ricche economie mondiali il 27 e 28 aprile per concordare strategie e programma da mettere in campo per difendere il clima.
Obiettivo realizzare un Forum internazionale su clima-energia, primo passo verso un accordo sul riscaldamento globale e sulla riduzione delle emissioni nocive. Il 27 e 28 aprile fungerà da sessione preliminare, cui saranno presenti Australia, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Corea, Messico, Russia e Sudafrica.
Seconda tappa di questo percorso in Italia, in occasione del già previsto G8 di luglio alla Maddalena. Un Forum che dovrà così dedicare attenzione anche ai pre-accordi in vista della Conferenza di Copenaghen su dopo Kyoto, in modo che si tratti un momento da cui escano fuori proposte concordi ed efficaci per il dopo 2012.