• Articolo , 14 dicembre 2009
  • Germanwatch: leadership climatica agli emergenti, ma il podio è vuoto

  • Presentato il Climate Change Performance Index: primi Brasile, Svezia e Regno Unito. Solo un 44° posto per l’Italia

(Rinnovabili.it) – Quale palco migliore se non quello di Copenaghen per presentare la quinta edizione del rapporto sulle performance mondiali salva-clima. Il documento, conosciuto con il nome di “Climate Change Performance Index”:http://www.germanwatch.org/klima/ccpi2010.pdf è stato reso pubblico oggi da Germanwatch e Climate Action Network è racchiude al suo interno la classifica delle prestazioni di protezione climatica di 57 paesi tra industrializzati ed emergenti, con valutazioni basate essenzialmente su tre categorie: trend di emissioni, livelli attuali di emissioni e Politica climatica nazionale.
Nel complesso la leadership sul Climate Change sembra andare ai paesi in via di sviluppo, Cina esclusa, ma il quadro risultante non è poi così confortante.
Nonostante i primi tre posti del podio risultino essere vacanti, per l’anno 2010 è il Brasile a dominare la classifica passando dall’ottavo posto dell’anno precedente ad un quarto è togliendo l’egemonia di lunga data alla Svezia recessa al quinto posto. A premiare il paese sud americano con 68 soprattutto la politica di deforestazione intrapresa dal presidente Lula e sui cui il governo punta gran parte della scommessa di riduzione della CO2.
Bene anche l’India, nonostante un trend di emissioni ‘moderato’, al 9° posto grazie alla sua politica di sviluppo delle tecnologie rinnovabili.
“E’ bello vedere le economie emergenti, come il Brasile, risalire la classifica, mandando così un chiaro segnale nel corso di questi negoziati di come loro siano sempre più impegnati a combattere il loro cambiamento climatico”, ha dichiarato Matthias Duwe, direttore di CAN Europe. “Vorrei solo che altri paesi europei mostrassero lo stesso impegno per un cambiamento positivo”. Verso il fondo della classifica l’Italia stabile al 44° posto per via di politiche nazionali giudicate inesistenti. Secondo il rapporto, la Cina è in calo assestandosi cinquantaduesima a causa del suo cattivo primato per la CO2, calcolato rispetto al settore energetico,con il 20,96% di anidride carbonica rispetto alle emissioni globali. Seguono gli Stati Uniti al 53/o posto con il 19,92% di emissioni rispetto a quelle globali sempre calcolate nel settore energetico.