• Articolo , 23 maggio 2008
  • Giappone: tasse e misure restrittive per raggiungere Kyoto

  • Il ministro giapponese all’Ambiente annuncia la possibile introduzione di severe misure per il settore industriale, affinchè vengano rispettati gli obiettivi del taglio delle emissioni di gas serra

A pochi giorni dal vertice di Kobe, che vedrà riuniti i ministri dell’Ambiente del G8, dal dicastero giapponese arriva una notizia importante. Secondo quanto riferito dallo stesso ministro all’Ambiente, Ichiro Kamoshita, potrebbero essere introdotte alcune sanzioni per le industrie locali insieme ad una serie di rigide misure se il Paese non raggiungerà gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto che impongono i tagli delle emissioni di gas del 6% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2012. Allo stato attuale il settore industriale nipponico deve rispondere solo a delle restrizioni autoimposte in fatto di controllo delle emissioni inquinanti. Tuttavia Kamoshita è del parere che le azioni volontarie da sole non siano sufficienti a raggiungere gli obiettivi. “Ciò significa – spiega il ministro – che dovremo introdurre incentivi per incoraggiare l’industria a fare riduzioni”. Pertanto a breve termine potrebbe essere introdotta una carbon tax sulle emissioni e un cosiddetto “cap-and-trade”, un sistema in base al quale le imprese o le industrie acquistano e vendono i diritti di inquinare oltre i limiti obbligatori. Tutti argomenti che il Ministero ha già messo nell’agenda del summit.