• Articolo , 21 aprile 2011
  • Giretto d’Italia: 25 città a contendersi la maglia verde

  • Un punto per ogni bici, un bonus per i pedoni e penalità per auto e moto. Semplici regole con cui si sfideranno le protagoniste italiane di buone pratiche per la mobilità dolce

(Rinnovabili.it) – La bicicletta è in grado di soddisfare una parte importante della domanda di mobilità urbana. Una convinzione di cui si fanno promotori Legambiente, Città in Bici (Coordinamento Nazionale Uffici Biciclette – A21Italy) e Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) che assieme a *25 Comuni* daranno vita ad un’originale competizione. Il prossimo 3 maggio le città che hanno dato prova in questi ultimi anni d’aver favorito al meglio queste due ruote si sfideranno nel *_“Giretto d’Italia”,_* una gara urbana a colpi di pedali in cui trionferà il comune o i comuni in cui si usa di più la bicicletta per gli spostamenti quotidiani. Una sorta di “Serie A” della mobilità dolce a cui rispondono oggi Bari, Bolzano, Ferrara, Firenze, Genova, La Spezia, Lodi, Milano, Modena, Monfalcone, Padova, Parma, Pisa, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Schio, Senigallia, Torino, Trento, Udine, Venezia, Verona, Vicenza.

Divisi per *“Girone”* a seconda del numero di abitanti – Grandi Città, Città Medie e Città Piccole – i comuni partecipanti dovranno organizzare il 3 maggio tre _check-point_ in tre zone diverse della città per monitorare nella fascia oraria tra le 7.30 e le 9.30 il numero di veicoli e pedoni di passaggio. Il comune, a cui spetta la modalità con cui convincere il maggior numero di abitanti ad aderire, guadagnerà punti per ogni bicicletta che attraverserà le zone, mentre riceverà bonus per i pedoni e penalità al passaggio di automobili e scooter.
“Con questa iniziativa – dichiarano Cittainbici, Fiab e Legambiente – vogliamo puntare i riflettori su quella che consideriamo la modalità di spostamento in città del futuro. Incentivando l’uso della bicicletta, infatti, è possibile liberare le nostre città dal caos del traffico di mezzi a motore e dalle dannose conseguenze che questo comporta sia in termini di vivibilità che di rischio per la salute per il troppo smog. Serve però una convinta azione da parte degli amministratori per ripensare la mobilità urbana e favorire quella dolce, come tentano di fare da molti anni le città che partecipano a questa prima edizione del Giretto d’Italia. L’augurio dunque – concludono le associazioni- è che la seconda edizione abbia molti più partecipanti”.