• Articolo , 15 novembre 2008
  • Giusto lo stop all’eolico industriale

  • Le associazioni ambientaliste di Marche e Umbria plaudono e sostengono il prezioso e decisivo intervento della Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche che, come previsto dalle vigenti normative, ha giustamente bocciato gli atti amministrativi della Regione Marche relativi al giudizio positivo di compatibilità ambientale e all’autorizzazione paesaggistica dei due impianti eolici di […]

Le associazioni ambientaliste di Marche e Umbria plaudono e sostengono il prezioso e decisivo intervento della Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche che, come previsto dalle vigenti normative, ha giustamente bocciato gli atti amministrativi della Regione Marche relativi al giudizio positivo di compatibilità ambientale e all’autorizzazione paesaggistica dei due impianti eolici di Monte Cavallo, Serravalle di Chienti e Pieve Torina.

da Associazioni ambientaliste dei Sibillini

Viene così finalmente dimostrato che le osservazioni e le preoccupazioni da tempo mosse da CAI, Comitato Nazionale del Paesaggio, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Pro-Natura, WWF e tante altre associazioni sui due progetti di eolico industriale non erano frutto di estremismi ma si basavano invece su oggettive considerazioni, peraltro evidenziate anche dalla Provincia di Macerata e dalla Regione Umbria, che aveva chiesto l’eliminazione di ben 7 aerogeneratori.
Il parere della Soprintendenza conferma, tra l’altro, l’inadeguatezza del P.E.A.R. (Piano Energetico Ambientale Regionale) nel garantire un inserimento degli impianti di produzione di energia rinnovabile che sia realmente rispettoso delle peculiarità ambientali e dei valori paesaggistici, vera ricchezza del territorio.
Stupisce l’irragionevole insistenza della Regione Marche nel voler a tutti i costi sviluppare su larga scala l’energia eolica industriale nonostante la palese scarsissima vocazione del territorio regionale per questa fonte rinnovabile. Lo stesso P.E.A.R. evidenzia, infatti, che le poche aree con ventosità appena sufficiente coincidono proprio con le sommità dei rilievi appenninici dove massima è invece la concentrazione di straordinarie e fragili risorse naturali e paesaggistiche. Ancora una volta sorprende come la Regione, massima autorità anche in campo ambientale, ignori questo patrimonio la cui tutela, quindi, rimane affidata solo alla Soprintendenza.
Auspichiamo, pertanto, che, dopo il parere della Soprintendenza, la Regione Marche attui con urgenza una revisione del PEAR anche alla luce del redigendo Piano Paesaggistico. Solo così, infatti, potrà essere scongiurata la grave emergenza ambientale rappresentata dai numerosi progetti di grandi centrali eoliche (almeno 13) in fase di valutazione da parte della Regione e la cui realizzazione devasterebbe per sempre la magia del nostro Appennino.

CR TAM CAI Marche – WWF sezioni regionali Marche e Umbria – CAI Sezione Terni – Comitato Nazionale del Paesaggio – Mountain Wilderness Italia – Federazione Nazionale Pro Natura – ALTURA – Comitato Don Chisciotte Terni – Lista Acqua Pubblica e Forum umbro dei Movimenti per i Beni Comuni – Italia Nostra Consigli Regionali Marche e Umbria – LIPU sezioni regionali Abruzzo e Umbria – LIPU Pesaro – Comitato No Tubo