• Articolo , 29 luglio 2009
  • Gli Europei e la coscienza ecologica negli acquisti

  • Quattro su cinque considerano l’impatto ambientale dei prodotti che acquistano. I greci i più attenti, meno sensibili i cechi

(Rinnovabili.it) – “La battaglia contro i cambiamenti climatici deve essere combattuta su tutti i fronti e ciascuno deve dare il proprio contributo, non solo le imprese e i governi, ma anche i consumatori. Acquistando prodotti rispettosi dell’ambiente e del clima, il consumatore invia il giusto segnale ai produttori, i quali rispondono a loro volta producendo prodotti più ecologici”. E’ l’opinione del commissario UE per l’ambiente Stavros Dimas a commento dell’ultima indagine effettuata dall’Eurobarometro sull’atteggiamento dei cittadini europei in merito al consumo e alla produzione sostenibili. Un’indagine che peraltro dimostra una crescente sensibilità dell’Europa consumatrice nei confronti dell’impatto ambientale dei prodotti, tanto da divenire fattore decisionale prima di un acquisto per l’83% degli europei. I più attenti risultano essere i greci, che al 92% hanno dichiarato di tenere conto dell’impatto ambientale dei prodotti che acquistano, i meno sensibili i cechi (62%). Il campione si è invece diviso a metà in merito alla credibilità delle affermazioni dei produttori sull’efficienza ambientale dei loro prodotti; più fiduciosi gli olandesi con il 78%, maggiormente scettici i bulgari con solo il 26%.
Altro dato importante, circa il 46% dei cittadini dell’UE – soprattutto britannici – ritengono che il modo migliore per promuovere i beni ecologici sia quello di duplice intervento a livello di tassazione: diminuire le imposte sui primi a scapito invece dei prodotti dannosi per l’ambiente. Il 49% degli intervistati si sono dichiarati nettamente a favore a che i dettaglianti promuovano i prodotti ecologici accrescendone la visibilità sui loro scaffali o destinando un angolo apposito o ancora, fornendo informazioni migliori ai consumatori.
Il sostegno è andato anche alle etichette ambientali, sebbene non siano granché influenti al momento dell’acquisto: circa il 72% ritiene che in futuro dovrebbe essere obbligatoria un’etichetta indicante le emissioni di carbonio derivanti dal prodotto. Un’etichetta sulle emissioni di CO2 riportante l’importo totale dei gas a effetto serra emessi durante l’intero ciclo di vita, dalla fabbricazione allo smaltimento.