• Articolo , 18 aprile 2008
  • Gli investimenti europei nelle rinnovabili valgono 50 miliardi di euro

  • “Fonti rinnovabili: strategie al 2015 dei grandi gruppi elettrici europei e italiani. Impatto sulle politiche europee”

Dallo studio promosso da AGICI Finanza d’Impresa, sotto la guida di Andrea Gilardoni dell’Università Bocconi, arrivano i dati relativi agli investimenti dei principali gruppi elettrici europei e italiani, nel periodo che va dal 2008 al 2015. Nel comunicato di AGICI si legge: “Il settore più dinamico è quello eolico, che interessa quasi la totalità dei progetti in Europa; l’idroelettrico presenta margini di sfruttamento molto limitati; modesto è il ruolo giocato dal solare, non ancora competitivo. Dallo studio emerge che gli obiettivi europei al 2010 sembrano raggiungibili, mentre forse troppo ambizioso è il pacchetto “20‐20‐20” previsto per il 2020. Il rapporto, oltre all’Europa, analizza lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel mondo, con un focus particolare sui futuri Paesi leader del settore: Usa, Cina, India e Sud America.” Lo studio ha preso in esame i programmi di investimento nelle fonti rinnovabili dei 14 maggiori gruppi energetici europei (Atel, Centrica, EdF, EdP, Enel, E.ON, Iberdrola, Rwe, Statkraft, Suez, GdF, Vattenfall, Verbund) e dei 6 più importanti player italiani (A2A, Acea, Edison, Erg, Iride, Sorgenia). Se l’Europa, grazie a Paesi come la Germania e la Spagna, con 208 GW di capacità installata, detiene il primato mondiale nel settore delle rinnovabili, gli Stati Uniti crescono, con una quota del 10% della capacità totale. Gli investimenti varranno circa 50 miliardi di euro, la maggior parte dei quali saranno dedicati all’energia eolica. La Penisola Iberica continua a detenere il primato in tal senso, e da qui al 2015 sarà l’area in cui si concentrerà la maggiore capacità addizionale.