• Articolo , 15 aprile 2010
  • Gli Usa? Dopo Copenhagen agiscono come ‘bulli’

  • Gli Stati Uniti annunciano il ritiro dei finaziamenti a favore dei paesi meno sviluppati che non hanno firmato l’accordo uscito dai negoziati di Copenhagen. Bolivia ed Ecuador tra meraviglia e delusione

(Rinnovabili.it) – L’Ecuador condanna a gran voce il ritiro del sostegno economico di 2,5 milioni di euro da parte degli Stati Uniti, mossa del governo Obama che fa seguito alla dichiarazione di 82 paesi, tra cui Ecuador e Bolivia, di non voler aderire all’Accordo di Copenhagen a causa della mancata concretezza dei vincoli definiti.
Il ministro del Patrimonio del governo ecuadoriano, María Fernanda Espinosa, ha definito il documento di intenti ‘vuoto’ in quanto non vincolante scatenando così la reazione degli Usa. Borselli chiusi quindi per tutti quei Paesi che non hanno aderito all’intesa, tra cui appunto Ecuador e Bolivia a cui sarebbero spettati rispettivamente 2,5 e 3 milioni di dollari.
Alla dichiarazione ha reagito duramente anche l’analista politico di American Friends of the Earth, Kate Horner: “L’America agisce letteralmente come un bullo, che impone con la forza ai paesi più poveri di firmare un trattato inefficace e ingiusto lasciando il mondo lontano da un accordo valido per il clima. In particolare, l’amministrazione Obama sta punendo la Bolivia con l’intento di divenire leader di un movimento per la giustizia del clima e la sostenibilità ambientale. La Bolivia ha contestato la prassi dei paesi industrializzati richiedendo un risarcimento per i paesi poveri per far fronte ad una crisi che non hanno causato”.
Horner ha aggiunto poi che “i paesi industrializzati come gli Stati Uniti dovrebbero seguire l’esempio della Bolivia e cominciare a lavorare per riconquistare la fiducia che è stato persa a Copenaghen. Quello che sta accadendo con l’amministrazione Obama è particolarmente grave, dato il basso livello di finanziamenti che gli Stati Uniti hanno concesso ai paesi poveri per far fronte ai cambiamenti climatici, per non parlare della decisione di non tagliare le nostre emissioni interne”.
A tal proposito si è espresso anche il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, sottolineando come questa vicenda non faccia assolutamente bene ai rapporti e alle relazioni tra Quito e Washington andando a minare una cooperazione che avrebbe potuto dare interessanti risultati in termini di riduzione delle emissioni.