• Articolo , 4 giugno 2009
  • Gnudi (Enel): le aziende chiedono regole più flessibili per i CDM

  • Le aziende energetiche vorrebbero maggiore flessibilità per l’acquisto e la vendita dei CDM. Se ne discuterà anche al G8 de L’Aquila

(Rinnovabili.it) – Le maggiori aziende produttrici di energia hanno chiesto, durante la riunione dell’E8 (organizzazione no profit che riunisce le maggiori aziende produttrici di energia appartenenti ai Paesi del G8) tenutasi oggi, maggiori agevolazioni e flessibilità per quanto concerne l’acquisizione e l’uso di CDM (Clean Development Mechanism). Grazie all’acquisto di CDM dagli Stati “puliti”, i Paesi inquinanti ottengono il diritto ad emettere quote di CO2, in questo modo riescono a non superare i limiti imposti.
Piero Gnudi, l’attuale presidente dell’E8, nonché Presidente dell’Enel, ha ribadito che “oggi esistono numerosi vincoli qualitativi e quantitativi all’uso dei CDM. Il problema della riduzione della CO2 è un problema mondiale che deve essere affrontato a livello mondiale. Così, se ci fosse più libertà di azione le aziende potrebbero investire di più in quei paesi dove l’impiego delle tecnologie più avanzate produce risultati maggiori. Un ulteriore obiettivo, grazie alla maggior flessibilità introdotta, è quello di ridurre la volatilità dei prezzi dei diritti che frena gli investimenti delle aziende”.
Tutte le richieste fatte durante la riunione dell’E8, ha rassicurato Gnudi, saranno portate a L’Aquila e discusse durante il prossimo G8 in programma per luglio.